Il Tirreno

Lucca

Tablet a scuola, le perplessità dei genitori

Oggi incontro tra famiglie ed esperti per fare un primo bilancio dell’iniziativa promossa da Gesam

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LUCCA. Primissimo bilancio di “Tablet in spalla”, l’iniziativa sperimentale promossa da Gesam che ha regalato agli studenti di prima media delle scuole Chelini, Leonardo Da Vinci e Carducci trecento Ipad da utilizzare in orario scolastico. Per valutare come stia procedendo questa sperimentazione è in programma oggi alle 16,30 a Villa Bottini, in via Elisa, un incontro nell’ambito di Edù 12, una serie di conferenze organizzate dal Centro Beliber in collaborazione con Provincia e Comune.

A parlarne saranno Ilaria Vietina, assessore comunale alla pubblica istruzione, e il professor Riccardo Boccaccio, esperto di piattaforme di e-learning e archivi on line. «Ma più che gli esperti – sottolinea Fabrizio Buccianti, direttore di Beliber – saranno le famiglie le protagoniste di questo incontro. Da loro sarà importante conoscere dubbi e perplessità, per capire come portare avanti il progetto nel migliore dei modi».

Proprio a questo fine, ricorda Buccianti, si è costituita e insediata una commissione congiunta, voluta dall’assessorato alla pubblica istruzione che ha convocato i dirigenti delle tre scuole e Gesam per procedere a valutazioni periodiche. «Sebbene l’impostazione iniziale abbia avuto qualche problema organizzativo e gestionale – fa notare il direttore di Beliber – il progetto merita grande attenzione e collaborazione da parte di tutti. Gesam ha permesso a Lucca di essere in una posizione di ricerca privilegiata. Questo aspetto stimola di per sé la scuola, i docenti, le famiglie a inserirsi in un contesto istruttivo ed educativo nuovo in cui tutti devono imparare qualcosa di più. Scoprire nuove strade che, sicuramente, affiancano e indagano maggiormente il mondo virtuale in cui sono immersi i nostri figli “nativi digitali”, ci obbliga ad occuparci di più del loro ambiente comunicativo naturale».

Anche se nel mondo degli adulti, compresi quelli che più si sono adeguati alle novità tecnologiche, sono in tanti a storcere il naso su una scuola tutta digitale. Come Giovanni Del Bianco, pensionato e appassionato di fotografia, oltreché nonno di un ragazzo di 13 anni che con il computer e i tablet viaggia speditissimo al pari dei suoi coetanei. «Ma a lui - dice il nonno – in famiglia abbiamo insegnato anche da cosa derivano questi nuovi mezzi, la capacità cioè di capire cosa c’è dietro. Ed è quello che dovrebbe fare la scuola: non basta dotare i ragazzi dei mezzi più moderni, vanno guidati. E mai abbandonare i testi cartacei».

Paola Taddeucci

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