Il Tirreno

Lucca

Il nubifragio concentrato in una striscia di territorio

di Paola Taddeucci
Il nubifragio concentrato in una striscia di territorio

Per il professor Raffaello Nardi se la pioggia non si fosse fermata dopo due ore si sarebbe verificato il disastro avvenuto nel 1992 con allagamenti e smottamenti

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LUCCA. Fossi e canali, questa volta, non hanno proprio tutte le colpe. E’ vero che si sono gonfiati a dismisura perché sono sporchi, ristretti e tanti non esistono più, coperti da strade e case. Ma questa volta il più l’ha fatto la natura, scaricando solo su una strisciata di territorio – compreso tra i Monti Pisani e le pendici delle Apuane - una quantità eccezionale di acqua in poco più di un’ora: 150 millimetri sono stati registrati a Pontetetto, 128 a Vorno, 80 a Lucca, 110 a Capannori, 88 a Viareggio. «Si è concentrato tutto in questa parte di territorio – spiega il professor Raffaello Nardi, segretario dell’Autorità di Bacino – mentre altrove in Toscana non è piovuto.

Mentre a Lucca infuriava il nubifragio, a Borgo a Mozzano, per esempio, c’era perfino il sole. La pioggia è arrivata dal mare e da ovest a est ha coinvolto la Versilia, Lucca e la Piana fino a Pontedera. La ragione è che questa porzione di terra, una vera e propria striscia, è una sorta di canale privilegiato della pioggia in situazioni come quella di ieri, cioè con tempo perturbato e temperature abbastanza elevate. Con il caldo le perturbazioni s’incanalano tra le Apuane e i monti Pisani, per poi scaricare la loro furia sui territori che incontrano.

Un fenomeno simile si era già visto nel giugno 1992 e in quel caso piovve ancora di più, tanto che ci furono frane e smottamenti a non finire, mentre il torrente Freddana a Monte San Quirico e il rio Contesora a S. Maria a Colle ruppero gli argini provocando una disastrosa alluvione, ancora nelle menti di molti. Per fortuna, oggi (ieri per chi legge, ndr) la pioggia si è fermata altrimenti i problemi sarebbero stati ancora più seri di quelli che si sono verificati». Per fare un paragone, i millimetri di pioggia caduti in quella giornata di giugno di dieci anni fa furono 220 in 4 ore. «Una pioggia battente per diverso tempo – prosegue il professor Nardi – che portò a quei disastri».

L’eccezionalità dell’evento di ieri mattina, tuttavia, non fa dimenticare lo stato pietoso del reticolo idraulico, che da diverso tempo ci mette del suo ad aiutare le calamità naturali ad amplificare i loro effetti. E anche questa volta è successo. «E’ stata una botta d’acqua – sottolinea Nardi – ma i fossi e i canali non hanno retto perché non vengono puliti e perché il loro letto, nel migliore dei casi, è stato ridotto o, nel peggiore dei casi, è stato completamente coperto. Ma ormai ho perso la voce a denunciare questa situazione che ogni volta, puntualmente, ripresenta il suo triste conto». Le previsioni meteo, sul sito del Lamma, promettono un po’ di tregua per la giornata di oggi. Per domani sono attese nuove perturbazioni di forte intensità. Un weekend di pausa, poi il maltempo dovrebbe ripresentarsi all’inizio della settimana, purtroppo ancora con fenomeni violenti.

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