Sicurezza
Siccità e un parassita, annata pessima per le castagne
Alla festa a Villa Fiori la farina era quella dello scorso anno e il frutto autunnale in gran parte arrivato dal Piemonte
BAGNI DI LUCCA. Non è una buona annata per le castagne che nella Valle del Serchio rappresenta per tante famiglie una fonte di reddito. La conferma arriva dalla 2ª Festa della Castagna svoltasi a Villa Fiori domenica scorsa E organizzata dall'Associazione Borgo degli Artisti e dal Gruppo Alpini. Questi ultimi intenti a cucinare e servire prodotti ricavati da questo tipico frutto autunnale. La buona riuscita della festa non ha evitato di riflettere sulla situazione - preoccupante - della castanicoltura.
Infatti, anche se si sono consumate più di un quintale di castagne, solo una minima parte proveniva dalla zona, e per lo più si trattava di farina rimasta dallo scorso anno.
I castanicoltori sono fortemente preoccupati, soprattutto quelli della zona di Montefegatesi.
Il clima torrido e siccitoso ha penalizzato la produzione ritardando la crescita dei cardi e favorendo il crearsi di una forte quantità di bacato e di muffe che insieme alla diffusione del parassita killer proveniente dalla Cina, sta dimezzando la produzione.
A causa di questi problemi gli organizzatori sono stati costretti a rivolgersi altrove.
Ma sia in Garfagnana che in Lunigiana la risposta è stata negativa, come pure nella provincia di Bologna, per cui si sono dovuti recare a Massa dove un grossista li ha riforniti di una buona quantità di castagne.
Provenienti, però, dal Piemonte. Per l’esattezza, da Cuneo.
«Il prodotto era sicuro - informa un castanicoltore di Montefegatesi - ma la qualità purtroppo non è quella alla quale siamo abituati. Quest'anno ci sarà una grande difficoltà nel reperire la farina. Infatti pochi coltivatori potranno andare al mulino, così arriverà da Napoli, Avellino e dal Viterbese: prodotti italiani che garantiscono la massima sicurezza.
«Attenzione invece al prodotto straniero che arriva dalla Cina, dalla Turchia o dalla Corea perché non offrono garanzie di qualità e salubrità. In quelle zone si usano massicciamente prodotti antiparassitari nocivi - continua l'agricoltore -, meglio preferire prodotti di piccole aziende agricole o di piccoli negozi specializzati e attenzione a leggere sempre la provenienza e i trattamenti fatti, come sui prodotti a marchio di qualità dop e igp».
L'Associazione "Città del Castagno" con sede a Castelnuovo informa che nel 2011 la produzione di castagne è calata del 70-80 per cento.
La produzione di questo frutto è messa a dura prova dalla rapida diffusione del "cinipide" al quale quest' anno si è aggiunta la forte siccità del mese di agosto, che ne ha compromesso la crescita, decimato i raccolti e costringe ad importare castagne.
Per ovviare a questo problema la Regione Toscana attraverso l'Unione dei Comuni ha organizzato in Garfagnana uno dei 3 centri regionali per lo studio e la diffusione, attraverso campi di riproduzione controllata, dell'insetto antagonista. E' dal 2002 che l'insetto killer sta distruggendo i castagneti.
Se poi si aggiunge anche la mancanza di acqua si suppone che per dei risultati concreti ci vogliano ancora parecchi anni.
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