La manifestazione
Ricorso al Tar per fermare l’impianto a biomasse
Il comitato Aria Pulita lotta contro la realizzazione dell’azienda Petrocchi a San Pietro a Vico e intanto ottiene un consiglio comunale straordinario
LUCCA. «Andremo avanti nella protesta per impedire la realizzazione dell'impianto a biomasse a San Pietro a Vico e per trovare un rimedio ai due impianti già presenti a San Marco».
Lo dice chiaramente il comitato Aria Pulita, riunito in assemblea, che ha ribadito la sua contrarietà alla costruzione di un impianto a biomasse da parte dell'azienda agricola Ugo Petrocchi, a San Pietro a Vico. I cittadini hanno raccolto più di mille firme e si sono rivolti a un avvocato per presentare ricorso al Tar.
«Come prima cosa stiamo agendo – spiegano – per via legale, nonostante il ritardo con cui siamo venuti a conoscenza dell'iniziativa per quanto riguarda i due impianti già costruiti a San Marco. Contemporaneamente abbiamo richiesto un consiglio comunale aperto sull'argomento che è stato accettato e molto probabilmente si terrà il 23 ottobre. Stiamo cercando di informare al meglio la gente della zona, anche per organizzare un movimento che sia il più strutturato e partecipato possibile».
A Lucca e nella Piana il problema dell'inquinamento dell'aria è una cosa seria. Dall'inizio dell'anno ad oggi ci sono già stati numerosi sforamenti per quanto riguarda il Pm10, mentre stando alle statistiche del periodo tra il 2001 e il 2006, nella provincia ci sono valori di mortalità molto più alti rispetto alla media Toscana: dell'8 per cento per gli uomini e del 5 per cento per le donne.
Dati preoccupanti che fanno di Lucca una delle città più inquinate d'Italia, a causa soprattutto della conformazione del territorio che crea una sorta di cappa di aria inquinata e nociva.
«L'Asl ha già detto – spiega il comitato – che gli impianti di San Marco sono insalubri, soprattutto per la zona in cui sono stati collocati. Questi impianti aggiungono inquinamento all'inquinamento, creando una situazione insopportabile: sono già diversi i cittadini che sono dovuti andare all'ospedale a causa del forte bruciore agli occhi e alla gola, mentre l'odore di bruciato è continuo. Il doppio impianto a biomasse di San Marco ha la potenzialità più alta della Toscana e quindi maggiori capacità inquinanti, con l’aggravante che si tratta di oli vegetali prodotti altrove, spesso anche all’estero».
La concessione per la costruzione di questi impianti è un puro atto amministrativo, non c'è bisogno di variante urbanistica, tanto che le autorizzazioni passano per uffici senza che ci sia una discussione e un'approvazione in consiglio comunale o provinciale. Ecco perché i cittadini si sono accorti di questi impianti solo quando erano già entrati in funzione.
«Se da una parte ci sono incentivi per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile – spiega l'avvocato Marcuccetti che sta seguendo il ricorso al Tar – dall'altra ci sono imprenditori che sfruttano gli incentivi solo per fare profitto. Nella sua relazione, ad esempio, l'azienda Petrocchi ha espressamente dichiarato che il 90 per cento dell'energia prodotta verrà venduta, quindi gli unici che trarranno un vantaggio da questo impianto saranno i titolari della ditta. L'impianto che vogliono costruire a San Pietro a Vico dovrebbe sorgere in una zona residenziale, in mezzo alle abitazioni private. Il regolamento urbanistico, però, non prevede la costruzione di una centrale a biomasse in zona residenziale, allora perché non è stato fatta una variante urbanistica? ».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
