Sicurezza
Banda di borseggiatori nei negozi del centro
Da Tezenis all’Oviesse a Bijoux, nel weekend raddoppiano i colpi con destrezza Tempi lunghi per installare le telecamere e c’è chi pensa a cartelli di richiamo
LUCCA. Allarme borseggi nei negozi del Fillungo e più in generale del centro storico. L’ultimo, in ordine di tempo, al Tezenis - punto di riferimento per l’intimo - quando giovedì mattina una donna è stata derubata del portafogli che teneva nella borsa. Alcune decine di euro e soprattutto i documenti da rifare. Spesso, specie nel week end, basta un attimo di distrazione per vedersi soffiare i soldi dalla pochette. Lasciare la borsetta su un bancone per osservare meglio la merce esposta o peggio ancora tenerla aperta esponendola alla mercé dei malintenzionati sono comportamenti assolutamente da evitare. «Sino al mese scorso - dicono al negozio di franchising Tezenis - entravano signore e ragazze con borse di paglia estive da mare. E nella confusione i borseggiatori di professione ne approfittavano per impossessarsi dei portafogli. Non passa settimana che tutti i negozi del Fillungo frequentati da turisti lamentino l’intrusione dei ladri di portafogli».
Possibili rimedi. Da Tezenis, ma anche in altri esercizi commerciali, è stata presa la decisione di installare l’impianto di videosorveglianza per cercare di reprimere l’odioso fenomeno: «Ma al di là del montaggio, che richiede comunque un po’ di tempo, cozziamo con problemi di ordine burocratico e legislativo». Sì perché per non incorrere nelle multe per aver installato impianti audiovisivi e altre apparecchiature all’interno del negozio (all’articolo 4 della legge 300 del 1970 che vieta l’uso delle telecamere dalle quali deriva anche la semplice possibilità di un controllo a distanza dei lavoratori) il titolare che le installa deve ottenere l’okay dalle rappresentanze sindacali o presentare richiesta scritta all’ispettorato del lavoro. E passano un paio di mesi per ottenere il placet. «Avremmo pensato, in attesa di ottenere il nullaosta per la telecamera, - dicono sempre al Tezenis - di sistemare fuori dalla porta un cartello nel quale s’invita la clientela a fare attenzione. Accorgimenti semplici, piccoli consigli in modo da tenere alla larga i mariuoli».
Vigilanza privata. All’Oviesse in via Roma da tempo è stato istituito un servizio di vigilanza privata. Con personale in borghese che gira tra gli scaffali fingendosi cliente e intanto controlla i movimenti sospetti. Nonostante tutto i furti, specie di giovanissime studentesse, continuano e spesso non serve nemmeno l’intervento della polizia per fermare un malcostume diffuso che è diventato quasi una moda.
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