Il dolore
Scioperi sì, azioni di protesta scorrette no «Vogliamo dialogare, ci sia rispetto»
Il clima tra azienda e sindacati è stato tutt’altro che disteso in questo ultimo periodo, e la tensione si è aggravatasoprattutto da quando sono state rese note le intenzioni di dismettere e vendere...
Il clima tra azienda e sindacati è stato tutt’altro che disteso in questo ultimo periodo, e la tensione si è aggravatasoprattutto da quando sono state rese note le intenzioni di dismettere e vendere due stabilimenti e di trasferire la linea da Salanetti alla Francia.
Al punto che lo slogan “neanche un bullone uscirà dalla Wepa” è diventato un po’ la parola d’ordine che è risuonata in alcune proteste sindacali.
«Wepa sta lavorando per restare – spiega Battelli - mentre al momento trova davanti a sé il muro dei sindacati. Abbiamo anche avuto un incontro in Prefettura durante il quale è stato ribadito un concetto molto semplice: esistono metodi leciti di protestare, come lo sciopero, e metodi non leciti, che verranno sanzionati».
L’amministratore delegato si riferisce in particolare al presidio, ma lanta anche altro. «Ad esempio - fa notare - è successo che alcuni lavoratori hanno fermato nostri clienti, che erano venuti a Lucca per una visita all’azienda, e hanno consegnato loro dei volantini di protesta e questo non è né corretto né garbato».
L’azienda vuole portare a termine i progetti insieme ai sindacati, ma lo farà anche senza di loro se non ci sarà un dialogo costruttivo in questa direzione.
«Adesso spetta ai sindacati venire a controllare se rispettiamo o meno la parola data – conclude l’ad Battelli – Secondo i sindacati si dovrebbe discutere il nuovo premio di risultato, la mia opinione è che possiamo discutere, ma che comunque non potremo erogare alcun premio prima di aver completato il piano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google