Finanza
Rio Caprio, conclusa la cassa d’espansione
Due milioni di investimento per ridurre i rischi idraulici in una vasta area del Capannorese
CAPANNORI. E’ arrivato in porto il cantiere per la realizzazione della cassa d’espansione sul Rio Caprio, nella zona centro-nord del Capannorese. La conclusione dell’opera, quasi 2milioni d’investimento, è stata sancita stamani da un sopralluogo congiunto a cui hanno preso parte il presidente del Consorzio di Bonifica Auser-Bientina Ismaele Ridolfi e i membri delle commissioni ambiente (presente il presidente Guido Angelini e i consiglieri Vanda Cervelli, Giuseppe Del Sarto, Loris Banducci e Gianfranco Rosi) e lavori pubblici (presente il presidente Mauro Rocchi e il consigliere Nicola Lucchesi) del Comune di Capannori.
L’intervento è stato finanziato dalla Regione: i cantieri permetteranno di abbattere il rischio idraulico in una vasta area del Capannorese che interessa i paesi di Marlia, Lammari, San Colombano e Segromigno in Piano, in passato soggetta a problemi idraulici che in più occasioni hanno interessato i cittadini. «Il territorio ha adesso a disposizione un’opera importantissima. Il progetto è strutturato in più lotti – sottolineano il presidente del Consorzio Ridolfi e i membri delle due commissioni del Consiglio comunale di Capannori – e ad essere ultimata è stata la nuova cassa di espansione a nord della via Pesciatina, a Lammari, proprio lungo un tratto del Caprio: un’infrastruttura che si estende su 19.400 metri quadrati di superficie, costituendo un invaso di 50mila metri cubi».
Il Comune di Capannori (che ha ottenuto il finanziamento) aveva scelto di incaricare il Consorzio per la realizzazione dei lavori e l’opera prosegue adesso più a nord, col consolidamento degli argini del Rio, mentre coi risparmi che sono derivati dai lavori (il ribasso d’asta), il Consorzio, insieme al Comune, stanno progettando un nuovo intervento di completamento: l’adeguamento del tratto del Rio Caprio che dalla zona della cassa arriva fino alla confluenza col Rio Ampollora, più a valle.
Si sta inoltre valutando di utilizzare il terreno della cassa d’espansione per l’installazione di pannelli fotovoltaici e la piantumazione di essenze arboree da cui ricavare biomassa. «L’obiettivo – spiega Ridolfi – è quello di ottenere forme di introiti che possano essere investite dal Consorzio per incrementare il nostro impegno per la difesa del suolo sul territorio».
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