Proteste
La Wepa resta e non licenzia nessuno
L’impegno del nuovo amministratore delegato, anche se il piano industriale prevede vendite e trasferimento di produzioni
CAPANNORI. Il Gruppo Wepa resta a Lucca, nessuna volontà di trasferire le attività dalla provincia all’estero e nessun posto di lavoro a rischio. A dirlo è il nuovo amministratore delegato di Wepa, Cristiano Battelli che ha convocato, insieme a Maurizio Lattanzi, responsabile operation Wepa e Andrea Domenici, responsabile delle risorse umane, una conferenza stampa per precisare alcuni passaggi sull’azienda, rispondendo così a tutte le voci di questi mesi.
«Come abbiamo già detto – spiega Battelli – vogliamo dialogare con i sindacati e con i lavoratori e stiamo agendo in modo che neppure un posto di lavoro vada perso anche se qualcuno, pur mantenendo tutte le garanzie, potrebbe lavorare in futuro per altre proprietà. Voglio fare di Wepa Lucca un’azienda economicamente efficiente, nel rispetto delle leggi e dei principi che hanno sempre animato il Gruppo: le operazioni che metteremo in campo nelle prossime settimane, seguendo le linee del piano industriale approvato alla presenza dei sindacati, serviranno per consolidare l’azienda (che comunque chiuderà in perdita anche per il 2012), non per dismettere stabilimenti e tasferirli all’estero».
In ogni caso ci sono impegni obbligati a scadenza ridotta che vedranno necessariamente mutata la collocazione di alcuni lavoratori, anche se questo non significa licenziamento. Sono in corso, infatti, le trattative per la cessione degli stabilimenti di Piano della Rocca e di Fabbriche di Vallico, mentre dalla prossima settimana partirà una linea dallo stabilimento di Salanetti, destinazione Francia. Si tratta di 77 lavoratori in tutto per i quali, al momento, non è dato sapere dove andranno e di cosa si occuperanno, certo è che continueranno a lavorare.
«Per gli impianti in vendita garantiamo un passaggio senza ripercussioni sui lavoratori (32 dipendenti a Piano della Rocca e 25 di Fabbriche di Vallico), mentre per gli operai impiegati nella produzione di Salanetti che verrà trasferita in Francia, prevediamo il ricollocamento su diverse mansioni, riducendo i servizi prestati da terzi».
Per quanto riguarda la vendita dei due stabilimenti, opzione che non piace ai sindacati in quanto mette a rischio la sopravvivenza di due realtà produttive, i contatti sono continui e coinvolgono imprenditori italiani ed esteri. «Si tratta di ottime unità sul piano tecnino – continua Battelli – che si sposano però male con il nostro assetto produttivo, a causa delle distanze e della complessità logistica che implicano. Ci hanno contattato anche aziende lucchesi per rilevare i due stabilimenti, così come abbiamo preso contatti con imprenditori esteri: tuttavia se qualcuno di Lucca realmente interessato si facesse avanti sarebbe più competitivo rispetto a qualcuno che viene da fuori».
Il trasferimento della linea da Salanetti, invece, avrà tempi più rapidi: entro fine ottobre la linea dovrà essere spostata in Francia. Per i venti lavoratori il futuro sembra così delineato: temporaneamente saranno collocati a rinforzo di altre linee di produzione e poi, visto che molti operai hanno il patentino da magazziniere, potrebbero essere ricollocati in questo ruolo, fermo restando che il contratto resterà invariato. «Il trasferimento della linea è un passaggio fondamentale, ci permetterà di abbattere i costi del trasporto su gomma e di investire i soldi ricevuti per la vendita delle macchine negli stabilimenti italiani».
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