Proteste
Boom della disoccupazione: +20%
I dati choc dei primi 8 mesi: avviamenti in calo del 31%, aumentano le cessazioni
LUCCA. Aumentano del 20% gli iscritti alla stato di disoccupazione. Calano del 31% gli avviamenti al lavoro. Aumentano di quasi il 3% le cessazioni. Circa 3mila i posti di lavoro persi in un anno. Sono i numeri della crisi. Sono i numeri forniti dai centri dell’impiego della Provincia e relativi ai primi otto mesi del 2012. Uno scenario drammatico, soprattutto se paragonato a quello degli anni precedenti dove la crisi economica nata in America con la bolla dei mutui subprime aveva già cominciato a far sentire i suoi effetti nefasti.
«Il territorio rispecchia l’andamento nazionale – spiega l’assessore alle politiche del lavoro Mario Regoli (in foto) – Siamo sempre nel pieno della burrasca. Ma l’impennata di iscrizioni è legata anche ad altri fattori: la Regione Toscana, ad esempio, ha richiesto lo stato di disoccupazione per quanti desiderano l'esenzione dai ticket. Chiaramente è stato un incentivo per coloro che fino ad oggi preferivano non iscriversi. Inoltre, stanno terminando molti degli ammortizzatori sociali concessi negli ultimi due anni e mezzo».
La situazione di difficoltà sta stravolgendo persino ruoli e abitudini ormai consolidate nella società: «I nuclei monoreddito, ad esempio, non riescono a tirare avanti e così anche le casalinghe hanno abbandonando i lavori domestici per mettersi alla ricerca di un’occupazione retribuita. Persino i ragazzi che escono dalle scuole superiori sempre più spesso si indirizzano verso la ricerca di un lavoro piuttosto che verso gli studi accademici».
Ma di questi tempi non è certo facile trovare delle opportunità, soprattutto per i più giovani. Come abbiamo scritto nei giorni scorsi il tasso di disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) a Lucca veleggia al 37,9%. I dati ufficiali parlano di 2.168 ragazzi e 1.091 ragazze che non studiano e vorrebbero entrare nel mondo del lavoro senza riuscirci.
La situazione è determinata in gran parte delle difficoltà attraversate da alcuni dei settori trainanti. «Edilizia, nautica e cartario – aggiunge l’assessore – stanno attraversando un periodo difficile che si ripercuote anche sull’indotto. Questa situazione sta decomponendo tutto il tessuto economico e produttivo del territorio».
L’altro fenomeno che merita di essere sottolineato riguarda il genere: i dati mostrano un livellamento nelle iscrizioni tra uomini e donne – prosegue Regoli – A prima vista potrebbe sembrare un dato positivo ma in realtà è il segnale che le cose non vanno bene. In settori fondamentali come l’edilizia gran parte della manodopera è maschile».
I centri per l’impiego, inoltre, si trovano ad affrontare una mezza rivoluzione: da una parte si stanno preparando alle novità introdotte dalla riforma Fornero, che da gennaio prevede nuovi meccanismi di assistenza, formazione e ricollocazione dei senza lavoro; dall’altra aspettano di sapere cosa avverrà con il riordino delle Province e come verrà riorganizzata la gestione dei servizi.
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