Il Tirreno

Lucca

Anticipare i saldi? Una sciocchezza, meglio ritardarli

di Luca Tronchetti
Anticipare i saldi? Una sciocchezza, meglio ritardarli

La decisione che fa scattare gli sconti il 7 dicembre a Milano raccoglie perplessità e forte opposizione nella nostra città

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LUCCA. Saldi prima di Natale per fronteggiare la crisi dei consumi? No, grazie. Le associazioni di categoria e i commercianti bocciano senza appello l’iniziativa dei colleghi lombardi ( in particolare milanesi) e dell’osservatorio del commercio che anticiperanno le vendite promozionali al 7 dicembre, il giorno di S. Ambrogio il patrono della capitale italiana dei consumi. Per Confcommercio e Confesercenti non è con gli sconti anticipati di un mese che si risolvono i problemi della categoria e al tempo stesso si aumentano i consumi. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Federmoda, Vittorio Melecchi, e Alessandro Innocenti uno dei più importanti commercianti del centro storico.

Messaggio distorto. Per Emanuele Pasquini, presidente Confesercenti, il problema è diametralmente opposto. «Un’iniziativa, quella meneghina, che rischia di lanciare un messaggio distorto: i prezzi dei negozi al dettaglio sono troppo alti e quindi gli sconti la logica conseguenza. Non è così perché è sotto gli occhi di tutti che per 10 mesi all’anno ci sono vendite promozionali e che il commercio non è un settore in cui non c’è liberalizzazione. Per rilanciare i consumi c’è un’unica strada attualmente percorribile: restituire il potere d’acquisto ai consumatori. Altrimenti la crisi si avviterà su se stessa».

Sulla situazione locale Emanuele Pasquini non drammatizza: «Siamo dentro una contrazione che riguarda tutto il Paese anche se, rispetto ad altre zone d’Italia e anche della Toscana, andiamo meglio. Abbiamo subito minori ripercussioni anche grazie ai consumi dei turisti che hanno ammortizzato almeno in parte la crisi. Occorre poi differenziare i vari settori merceologici e le varie tipologie al loro interno. Per esempio mentre l’hi-tech tiene, il mercato dell’auto soffre e all’interno del settore abbigliamento il capo di qualità da un lato o quello alla portata di tutti dall’altro riescono a reggere l’urto mentre la fascia intermedia subisce una preoccupante contrazione».

Saldi deleteri. Rodolfo Pasquini per la Confcommercio sull’ipotesi dell’anticipo dei saldi prima di Natale passa la palla al sindacato provinciale e regionale: «Credo che sia necessario fare una verifica con gli operatori del settore moda prima di prendere qualsiasi decisione anche se mi pare che l’orientamento generale sia quello di posticipare e non anticipare i saldi». Come conferma Vittorio Melecchi, presidente della Federmoda: «Siamo fermamente contrari ad anticipare i saldi a Natale, semmai sarebbe necessario posticiparli a fine gennaio o ai primi di febbraio. I dati parlano chiaro. Con i saldi di giugno in Toscana abbiamo avuto un incremento del 10% e alla fine delle vendite promozionali ci siamo bruciati luglio e agosto con un calo del 20%. La situazione del commercio lucchese? È dura. Ma tutto è legato alla crisi economica mondiale. I problemi dei negozianti del centro sono gli stessi da anni: difficoltà di accesso alla città, carenza di parcheggi, varchi telematici».

Ossigeno dai turisti. «I saldi prima di Natale sarebbero un clamoroso autogol che finirebbe di uccidere il commercio cittadino. - sostiene Alessandro Innocenti contitolare dei più importanti negozi di borse e pelletteria della città - Finora abbiamo retto con i turisti favoriti dalla bella stagione. Stiamo raschiando il fondo del barile e aspettiamo le festività natalizie per aver quel poco guadagnano sugli articoli nuovi»

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