La manifestazione
A giudizio per una truffa all’Inail
Finge l’aggravamento dopo l’infortunio sul lavoro invece era rimasto ferito in un incidente stradale
LUCCA. A tradirlo è stata la bramosia di denaro. Perché se non avesse intentato una causa all’assicurazione per le lesioni riportate in un incidente stradale nessuno si sarebbe accorto della presunta truffa ai danni dell’Inail e che gli ha fruttato 14mila 481 euro invece dei 225 euro che gli spettavano per l’infortunio alla zona lombare attestato dallo stesso datore di lavoro. La scoperta avviene 4 anni dopo e un operaio marocchino - Mohamed El Baraa, 35 anni, di S. Anna - finisce davanti al gup per truffa.
I fatti. Il 12 novembre 2007 l’operaio della ditta Dna di viale Castracani fa pervenire all’Inail una denuncia per infortunio sul lavoro. Si è fatto male 5 giorni prima alla zona lombare. Il 17 El Baraa va in ospedale sostenendo di aver avuto fortissimi dolori lombari. Lo ricoverano per 4 giorni applicandogli anche il busto ortopedico per 45 giorni per la frattura di una costola che gli stessi medici riconducono, in base a quanto da lui dichiarato, all’incidente sul lavoro. Quindi incassa 225 euro per l’inabilità di pochi giorni e 14.256 per l’inabilità temporanea (17 novembre 2007-13 maggio 2008) più il danno biologico.
Altri soldi. Non contento torna alla carica con l’Inail. Sostiene che si è aggravato. Il legale dell’istituto, avvocato Guido Panzani, svolge accertamenti. Emerge, quasi casualmente, che il 17 novembre 2007 l’operaio è rimasto ferito in un incidente stradale. Come testimonia una causa civile al giudice di pace intentata dallo stesso immigrato contro l’assicurazione nella quale vengono riportati i certificati medici dell’infrazione ossea. Scatta la denuncia e il sostituto procuratore Elena Leone chiede per l’operaio il rinvio a giudizio.
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