Attenzione
Emorragia fatale in reparto Due medici davanti al giudice
Per l’accusa la pensionata avrebbe dovuto essere trasferita all’ospedale di Pisa per una gastroscopia d’urgenza che al Campo di Marte non era possibile fare
LUCCA. Un esame gastroscopico effettuato nell’immediatezza avrebbe potuto salvarle la vita. Invece, stando alla procura, il reparto di gastroenterologia del Campo di Marte al pomeriggio è sprovvisto di personale e i medici in servizio, invece di trasferire la paziente all’ospedale Santa Chiara di Pisa decisamente più attrezzato per quel tipo d’intervento, stabilizzarono la paziente e attesero il mattino successivo. Con il risultato di un aggravamento repentino della degente che spirò prima di arrivare in sala operatoria per un disperato intervento chirurgico.
Due medici dell’ospedale Campo di Marte sono indagati per omicidio colposo in seguito al decesso avvenuto nel reparto medicina di Assuntina Martini, 77 anni, pensionata, residente alla SS Annunziata. Si tratta di Luca Bertolucci, 45 anni, di Viareggio, difeso dall’avvocato Marco Meoli del foro di Pisa e Francesca Rossi, 63 anni, lucchese, assistita dall’avvocato Francesca Lenzi. Per entrambi il sostituto procuratore Fabio Origlio ha chiesto il rinvio a giudizio e l’udienza si terrà a fine ottobre davanti al gup Simone Silvestri.
La storia. Nella tarda mattinata del 28 dicembre 2010 la pensionata che deve sottoporsi a un esame ematico si sente male in reparto. Perde i sensi e vomita sangue. Emorragia gastrica. Ci sarebbe la necessità di fare una gastroscopia o un’endoscopia urgente. Ma nel pomeriggio non c’è personale d’ausilio al medico per poter fare quegli esami e il reparto gastroenterologia è chiuso. La paziente viene ricoverata nel reparto di medicina dove il medico di turno, Luca Bertolucci, esegue un monitoraggio con intrusione di liquidi e una terapia marziale con farmaci contenenti ferro. In sostanza un intervento di stabilizzazione. La situazione migliora decisamente. E i parametri vitali stanno tornando nella normalità. Sono le 20 e il dottor Bertolucci termina il turno sostituito dalla dottoressa Francesca Rossi.
Il decesso. Poco dopo la situazione precipita. L’emorragia interna riparte e le sacche di sangue non sono sufficienti. I parametri vitali scendono paurosamente. L’unica speranza resta l’intervento chirurgico. Ma la paziente non fa nemmeno in tempo ad entrare in sala operatoria. Muore per arresto cardiaco.
L’inchiesta. La sorella e la figlia della vittima - costituitesi parte civile - chiedono che sul decesso della congiunta si faccia piena luce e inviano un esposto alla procura della Repubblica. Il magistrato contesta ai due medici di non avere inviato la paziente al nosocomio di Pisa dove sarebbe stata eseguita immediatamente una gastroscopia per capire il punto esatto della perdita di sangue. E, per l’accusa, si sarebbe potuta salvare. Diametralmente opposta la versione dei medici. In particolare quella del legale di Bertolucci che ha nominato come consulente medico legale il dottor Marco Di Paolo e ha chiesto per il suo assistito il rito abbreviato condizionato proprio alla produzione della relazione eseguita dall’anatomopatologo. In sostanza il nodo che dovrà sciogliere il gup Simone Silvestri è il seguente: Assuntina Martini si poteva trasportare senza rischio o pericolo al S. Chiara? E se fosse stata trasferità lì sarebbe ancora viva?
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