Sicurezza
Condannata a pagare 40 verbali: 3.700 euro
Ieri la sentenza per la prima tranche di verbali elevati perché la donna non aveva rinnovato il permesso per la Ztl. A giorni, la seconda udienza: altre 52 sanzioni
LUCCA. Condannata a pagare per aver ricevuto le proprie multe in ritardo.
Nella prima delle quattro udienze fissate, il giudice di pace ha infatti confermato le prime quaranta sanzioni per la proprietaria del garage in centro storico che in buona fede non aveva pagato i 30 euro per il rinnovo del proprio permesso “N” e si era vista recapitare un primo plico di quaranta multe.
Un segnale che ha subito allarmato la signora, la quale è subito corsa all’ufficio postale per regolarizzare la propria posizione. Ma la sua azione non è bastata a evitare l’arrivo di altre tre mandate di contravvenzioni. E soprattutto non ha smosso né l’amministrazione comunale, che ha scelto di costituirsi in giudizio e difendere il proprio diritto a incassare gli importi evidenziati nei singoli verbali, né il giudice di pace che ieri mattina - dopo ottanta minuti di udienza - ha respinto l’opposizione della signora proprio per queste prime quaranta multe.
Con un importo, ciascuna, di 92,5 euro, fanno un totale di 3.700 euro da pagare, a meno di un ricorso in Cassazione.
E al momento in cui il giudice ha pronunciato la sentenza alla signora è scesa anche qualche lacrima.
«Ci siamo appellati al ricorso al buon senso ma non solo – spiega Silvia Gherarducci, avvocato che ha difeso le posizioni della signora – assieme ai miei collaboratori ho prodotto altre sentenze di giudici dei tribunali di altre città che di fronte a casi analoghi avevano applicato il principio della buona fede, perché riteniamo che si debba considerare la coscienza e la volontarietà del fatto».
«Purtroppo - continua l’avvocato - tutto questo non è servito a niente. Martedì prossimo si svolgerà la seconda udienza che riguarderà altre 52 contravvenzioni e c’è il rischio concreto che alla mia assistita vengano confermati altri 4.810 euro da pagare».
Una vicenda in cui anche l’amministrazione comunale ha scelto di tenere un comportamento differente rispetto ad altri casi speculari emersi nei mesi scorsi, in cui aveva scelto di procedere con l’annullamento delle sanzioni in via di autotutela.
Stavolta, invece, la cittadina protagonista della vicenda, si sente accerchiata. E la sua sensazione - come di tanti cittadini multati per lo stesso motivo - è quella di contribuire, senza avere agito con dolo, a rimpinguare le casse comunali.
Ma proprio questo caso potrebbe fare scuola, anche a livello locale, e portare a un’apertura delle posizioni del Comune, visto che dall’interno dell’ufficio dei giudici di pace alcuni movimenti fanno pensare che qualcosa si stia mettendo in moto per avviare un confronto con l’amministrazione comunale.
Così alcune udienze già fissate per discutere di multe rimediate ai varchi telematici che erano state messe in calendario per ieri mattina sarebbero state rinviate di qualche giorno in attesa di capire se qualcosa può veramente cambiare.
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