Sicurezza
Riordino, summit con i consiglieri regionali
Il sindaco Tambellini e il presidente Baccelli sabato incontreranno alcuni membri dell’assemblea
LUCCA. Riordino Province, summit a Lucca in vista del passaggio in consiglio regionale. Sabato prossimo il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente della Provincia Stefano Baccelli incontreranno il i consiglieri Giuseppe Del Carlo (Udc, Capannori), Marco Remaschi (Pd, Coreglia Antelminelli) e Ardelio Pellegrinotti (Pd originario di Barga) per cercare di capire cosa accadrà nell’assemblea che si terrà a Firenze tra una ventina di giorni. Baccelli e Tambellini cercheranno di convincere i consiglieri a sostenere l’ipotesi del cosiddetto 5+1, che prevede l’unione Massa Carrara–Lucca garantendo a quest’ultima il ruolo di capoluogo. La vicenda appare ancora piuttosto incerta e non è dato sapere come si comporterà l’assemblea regionale di fronte alle due ipotesi che martedì scorso sono uscite dalla riunione del Cal: il 5+1 e il 4+1, che collocherebbe Lucca nell’area vasta costiera con Pisa, Livorno e la stessa Massa.
«Ci dovranno essere degli incontri – spiega il consigliere Del Carlo – Al momento è difficile fare previsioni: può darsi che si decida di mandare tutte e due le proposte al governo o di votarne una. O magari di tirarne fuori un’altra, magari di sintesi. In ogni modo – prosegue Del Carlo – il destino delle Province è segnato: se non si dovesse trovare un accordo a livello nazionale non escludo che il parlamento possa utilizzare quanto stabilito dall’art. 138 per arrivare all’abolizione».
Sul tema interviene anche il sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro che si domanda chi si assumerà la responsabilità del provincione Prato-Pistoia-Massa-Lucca qualora il governo non si decidesse a fare le deleghe e procedesse al riordino secondo quanto previsto dall’attuale legge. «Di fronte alle due proposte elaborate dal Cal e che saranno presentate al consiglio regionale nei prossimi giorni, mi auguro che la proposta dell’area vasta della Costa, che unirebbe Lucca, con Massa, Pisa e Livorno, sia quella che sarà portata all’attenzione del Governo. Coloro che oggi sostengono con forza l’accorpamento con la sola Provincia di Massa hanno valutato la possibilità che un proliferare del numero di Province, ognuna per ragioni campanilistiche, potrebbe facilitare al Governo il compito di scegliere la soluzione di non fare deroghe per nessuno e mantenere lo schema di riordino già stabilito?»
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