Finanza
Province esose e sprecone? Non a Lucca
I membri del consiglio tra gettoni di presenza, rimborsi per la benzina e “missioni” percepiscono in media 850 euro
LUCCA. Costa (o casta) ma non troppo. O almeno così pare. Il presidente Stefano Baccelli lo aveva ricordato qualche giorno fa nel filo diretto con i lettori: «Per tagliare la spesa pubblica non si doveva certo partire dalle Province, la cui incidenza ammonta all’1,7%». E i dati forniti dagli uffici di palazzo Ducale confermano la vocazione al risparmio dell’ente: il consiglio provinciale di Lucca e i suoi membri sono lontani parenti dei colleghi dell’assemblea regionale del Lazio, in questi giorni al centro delle polemiche per le spericolate operazioni finanziarie di “Batman” Fiorito. Di rimborsi spesa milionari qui pare non esservi traccia. Partiamo dalle “buste paga” dei 23 consiglieri. A parte il presidente Andrea Palestini che (come i membri della giunta, vedi tabella) percepisce un’indennità annua di 18.911,80 (1.976,64 mensili lordi) gli altri vengono “pagati” sulla base delle loro presenze in consiglio o nelle commissioni di cui fanno parte. Il costo del gettone è di 80,18 euro lordi, cifra che moltiplicata per le 1.088 presenze totali accumulate da gennaio a fine giugno dai consiglieri da come risultato 84.701 euro. È questa la somma che l’amministrazione provinciale ha erogato ai membri del consiglio in questi sei primi mesi dell’anno.
Il recordman di presenze è Mauro Santini (82) a cui spettano 6.574,76 euro. In pratica poco meno di mille e 100 euro lorde al mese. C’è anche chi non percepisce niente: si tratta dei consiglieri Maurizio Marchetti, Vittorio Fantoni, Giordano Ballini e Ciro Costagliola, che ricoprendo cariche elettive in altri enti hanno optato per la riscossione di questo secondo emolumento senza gravare sul bilancio della Provincia. Forse si è trattato anche di una scelta di convenienza, dato che a fare il consigliere non si diventa certo ricchi: in media l’importo spettante agli eletti nell’assemblea è di soli 743 euro lordi. E pur facendo i presenzialisti e partecipando a diverse commissioni è difficile racimolare qualche euro in più: esiste infatti un limite mensile di 1.700 euro lordi (pari a un quarto del reddito del presidente della Provincia) oltre il quale non si può andare. In caso contrario scatta la riduzione. La tabella mostra che la “soglia limite” è stata superata da cinque consiglieri che si sono visti decurtare la busta paga di qualche decina di euro.
«Ma non c’è solo il gettone», pensano i sostenitori dell’antipolitica. Ed hanno ragione. Perché i consiglieri hanno anche dei rimborsi spese. Ci sono quelli per la benzina, quelli per il telefono cellulare, quelli per le cosiddette “missioni istituzionali”, e quelli destinati ai gruppi per le varie attività. Ma anche qui le cifre sembrano piuttosto basse: «Nel 2011 – spiega Riccardo Gaddi, direttore generale dell’ente – la spesa dei gruppi consiliari è stata di 7.890 euro a fronte di una previsione di circa 20mila euro. La somma messa a bilancio per il 2012 è di 6mila euro e a oggi è rimasta intonsa». Più sostanziosa la voce relativa ai rimborsi spesa per la benzina, l’autostrada o il trasporto sui mezzi pubblici: il dato complessivo di questi primi sei mesi si attesta a 29.053 euro. Qui purtroppo gli uffici non sono in grado di fornire i rimborsi richiesti da ogni singolo consigliere. In ogni modo non pare di essere di fronte a cifre mostruose: in media (anche se non tutti vengono da fuori Lucca) si tratta di 210 euro.
C’è poi la questione dei telefonini: il dato dei primi sei mesi parla di 3.824 euro pagati per il traffico dei 17 cellulari di servizio messi a disposizione del presidente, dei capigruppo e dei presidenti di commissione. Il più attaccato alla cornetta è Giordano Ballini che tocca la cifra di 634 euro (semestrali). «Per quanto riguarda le missioni istituzionali – spiega Gaddi – la somma versata dalla Provincia nei primi sei mesi è di 3.210, soldi usati per le numerose trasferte alle riunioni dell’Upi sul tema Province». Viaggi di rappresentanza all’estero non ce ne sono.
I rimborsi vengono effettuati sulla base di autocertificazioni prodotte dai consiglieri mentre le spese sostenute dai gruppi consiliari debbono essere certificate con regolare fattura. Ammontano a 0 le spese dei gruppi per compensi a esperti per attività di collaborazione e consulenze, per convegni e attività di informazione, per la per pubblicazione di periodici editi dal gruppo, per la posta («fanno tutto via mail», conferma Gaddi). Per quanto riguarda il supporto ai gruppi consiliari, se ne occupano tre dipendenti dell’amministrazione (un categoria D e due C) che dedicano metà del loro tempo lavorativo a queste mansioni. Tirando le fila e sommando rimborsi spese e gettoni si scopre che in media un consigliere percepisce 847 euro mensili (lordi) per la sua attività, forse dettata più dalla passione che dal denaro.
C’è infine un ’ultima voce, e riguarda i rimborsi spesa ai datori di lavoro dei dipendenti eletti in consiglio provinciale per le assenze effettuate a causa degli impegni istituzionali. Tra le determine della Provincia ve ne è una datata 4 settembre. È relativa a un rimborso alla Santini Srl, per le assenze del dipendente Santini Mauro accumulate nel mese di giugno. Si tratta di 1.524,83.
Gianni Parrini
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