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Lucca

Poste, sospese le chiusure degli uffici

Poste, sospese le chiusure degli uffici

Entro la fine dell’anno il piano di riorganizzazione dovrà essere rivisto insieme ai sindacati

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LUCCA. Potrebbero essere salvati gli uffici postali a rischio di chiusura dopo che Poste Italiane ha infatti sospeso il piano di riorganizzazione che prevedeva nella sola provincia di Lucca i tagli alle zone di recapito in sette comuni e la chiusura di molte sedi.

La mobilitazione generale messa in atto nelle ultime settimane e le sentenze dei tribunali di Massa e Pisa hanno costretto l'azienda a fare marcia indietro. «Abbiamo ottenuto un primo risultato in base all’accordo della scorsa settimana - dice Marco Tortelli del sindacato Slp-Csil – entro il 15 ottobre sindacati e azienda dovranno raggiungere un’intesa per il ripristino delle zone di recapito già tagliate ed entro la fine dell’anno elaborare un nuovo piano di sviluppo». Bisognerà però attendere il nuovo piano di riorganizzazione per capire quali saranno le reali prospettive future, anche perché le parti sociali fino all'intesa di pochi giorni fa con le Poste erano molto scettici e preoccupati.

A rischio chiusura sono 13 zone di recapito a Lucca e in Lucchesia e inoltre gli uffici postali di Ponte all’Ania, Isola, Loppeglia, Montefegatesi, Corfino, San Gennaro, Gragnano, Gorfigliano, Calavorno, Carpinelli, Botticino, Massa Macinaia, , Castiglione Garfagnana, Mologno, San Cassiano di Controne, Coreglia e Piegaio.

Tanti gli appelli lanciati per scongiurare la chiusura degli uffici postali della Piana. Dal capogruppo dell'Udc, Gaetano Ceccarellli, a Nicola Lucchesi (capofila del Gruppo Misto), consiglieri comunali di Capannori. Anche il consigliere comunale Raffaello Sodini era sceso in campo per salvare lo sportello di San Gennaro, che ha un bacino di utenza di mille persone provenienti anche da Petrognano e Tofori.

Intanto il comitato paesano di Mologno vuole la certezza che l’ufficio postale del paese non venga chiuso. «Il paradosso è emblematico della strategia di Poste Italiane, ossia chiudere gli uffici decentrati senza valutare caso per caso. Le istituzioni si stanno adoperando per scongiurare pericoli, ma non siamo tranquilli fino a che non ci daranno rassicurazioni scritte. A Mologno, nonostante una popolazione che cnon la frazione di S. Piero in Campo conta 1100 abitanti, nonostante il tasso dei pensionati sia più alto che altrove, si rischia la chiusura». (n.n.)

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