Italia
Troppo traffico e multe, addio al centro
Dal vicolo Tommasi, il maestro Benvenuti trasferisce il suo studio di pittura al Giannotti
LUCCA. Dallo studio nel mezzanino di un palazzo nel vicolo San Tommaso, dove ha passato 43 anni della sua vita, immerso nel lavoro e nel'ispirazione, il maestro Riccardo Benvenuti trasferisce la sua attività a Borgo Giannotti. Una decisione a suo dire improvvisa, ma dettata da tanti episodi, parole e momenti che - soprattutto negli ultimi anni - si sono moltiplicati, e con un minimo comune denominatore: il centro storico sempre meno accessibile, sempre più a rischio multe, sempre più "difficile" sotto tutti i punti di vista. Tanto che il maestro Benvenuti, pittore conosciuto in tutto il mondo, a 73 anni, ha deciso di trovarsi un posto nuovo dove studiare e lavorare.
«La città - dice Benvenuti - è sempre più invasa da turisti, e ne sono contento. Ma nel tempo il centro storico è diventato troppo difficile da raggiungere. Me lo sono sentito dire tante volte, da più persone: "sei in un posto bellissimo, ma ci sono difficoltà logistiche a raggiungerti". I problemi per il parcheggio soprattutto ci sono i giorni di mercato. E qualche mio cliente si è beccato la multa».
«Anche spostarsi dentro il centro con la macchina, come faccio io con il permesso, è sempre più difficile - continua Benvenuti -. Oltretutto, chi ci transita, spesso guida senza criterio. Mi è capitato di essere a passeggio con un cliente di Roma, parlavamo di chi guida in modo sconsiderato anche nei centri storici ed ecco che arriva un'auto a tutta velocità: per un soffio non ha investito un gruppo di turisti che camminava in piazza Bernardini, poteva fare una strage».
Trovare il nuovo studio «è stata una fortuna - racconta il maestro -. Si trova a Borgo Giannotti al civico 344/d, dopo piazza della Croce. Un posto moderno, più piccolo dello studio nel vicolo Tommasi, dove ho potuto portare solo la metà delle mie cose. Trovare questo nuovo posto, affrontare il trasloco con mio figlio Paolo che mi è stato di grande aiuto, mi ha dato nuova energia».
Ma una nota di malinconia, nell'abbandonare il cuore della città c'è, seppure mascherata di allegria. «Se mi dispiace lasciare il mio studio nel centro? - ripete la domanda Benvenuti. E risponde citando Ettore Petrolini -: "son contento di morir ma mi dispiace"», conclude con un sorriso.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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