Trasporti
Terreni edificabili Imu scontata fino al 90%
In attesa del nuovo regolamento urbanistico, la manovra del Comune relativa ai lotti collocati in aree dove ad oggi insiste il divieto a costruire
LUCCA. In attesa del nuovo piano strutturale, il Comune dà il via libera a una serie di riduzioni delle quote di Imu da pagare sui terreni edificabili collocati in zone sature, ovvero quelle dove la possibilità di nuove edificazioni risulta al momento ingessata: o totalmente, cioè per ogni tipologia costruttiva, oppure parzialmente, vale a dire solo per alcuni tipi di costruzione. Le riduzioni infatti saranno in percentuali diverse, partendo da un massimo del 90%.
Una manovra correttiva che, come spiega l’assessore a bilancio e finanze Antonio Sichi, farà dimezzare il gettito dell’Imu sui terreni edificabili. Secondo una prima stima, la riduzione del gettito per questa voce sarà dai 700mila euro incassati l’ultima volta che fu pagata l’Ici ai 350mila euro che si prevedono nel 2012.
Il provvedimento nasce nell’ottica di perseguire, spiega ancora Sichi, un comportamento di equità, considerando che ci sono terreni considerati edificabili ma che, per effetto dei limiti imposti dal regolamento urbanistico vigente e dall’ultima variante (quella approvata dal consiglio comunale il 15 marzo scorso) al momento non possono essere edificati.
La variante. Da parte sua, la variante aveva ampliato i margini della possibilità di costruire (in aree fuori dal centro): 60mila metri quadrati per la tipologia dei capannoni industriali, circa 27mila per attività ricettive (alberghi, bed and breakfast, pensioni), circa 19mila per fondi commerciali.
La filosogia delle riduzioni. Oggi, dice Sichi, «abbiamo riconosciuto riduzioni di Imu per i terreni edificabili in zone (contraddistinte come Utoe, ndr) dove non c’è più possibilità di edificare. Il punto di partenza infatti è il concetto che su questi territori permanga il divieto a costruire almeno fino al nuovo piano strutturale. Nell’ideare il sistema di calcolo dell’Imu per i terreni interessati ci siamo appoggiati alla delibera di riallineamento sulla possibilità di costruire del marzo scorso».
Qualche esempio. Il nuovo sistema di calcolo dell’Imu, per i terreni giudicati edificabili ma non utilizzabili a questo scopo, si basa su un’equazione: il valore venale (rendita catastale) al metro quadrato del terreno moltiplicato un coefficiente specifico (che si ottiene sommando il coefficiente di base a quello che, eventualmente, contraddistingue il residuo edificabile per destinazione d’uso) moltiplicato il numero dei metri quadrati. Il coefficiente base è 0,10 sia per aree residenziali che produttive e industriali. Prendiamo ad esempio un terreno di mille metri quadrati in un’area classificata come residenziale, con un valore venale di 320 euro al metro quadrato (tra i più alti in assoluto). Se si trova in una zona satura per ogni tipo di costruzione, l’Imu da pagare sarà pari alla moltiplicazione di 320 per 0,10 per 1000, vale a dire 3.200 euro. Se invece risulta che su quel terreno si possono ancora costruire attività ricettive (coefficiente 0,05), allora il coefficiente per la moltiplicazione sarà di 0,15 (0,10 più 0,05, quindi l’Imu da pagare sarà di 4.800. E ancora, se su quel terreno esiste un residuo di edificabilità a scopo produttivo (coefficiente 0,10), allora l’Imu da pagare sarà il risultato della moltiplicazione del valore venale al metro quadrato (320) per la somma del coefficiente 0,20 (0,10 più 0,10) e il numero dei metri quadrati, ovvero 6.400 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
