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Sanità tempi lunghi

di Fabrizio Tonelli
Sanità tempi lunghi

LUCCA. Dieci mesi per un intervento di colpoisterectomia, cinque per una protesi all’anca e per una colecistectomia laparoscopica. Sono alcuni dei tempi di attesa per gli interventi chirurgici al...

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LUCCA. Dieci mesi per un intervento di colpoisterectomia, cinque per una protesi all’anca e per una colecistectomia laparoscopica. Sono alcuni dei tempi di attesa per gli interventi chirurgici al Campo di Marte che la direzione dell’Asl 2 ha deciso di pubblicare sul proprio sito Internet. Un altro importante passo sulla strada della trasparenza, dopo che già l’azienda aveva deciso di mettere in rete i tempi per esami e visite specialistiche e, in tempo reale, il quadro delle attese ai pronto soccorso degli ospedali di Lucca e Castelnuovo. Ma al di là della trasparenza, si tratta anche di un segnale che ha una doppia valenza: da un lato conferma l’importanza che questa direzione aziendale dà alla comunicazione e al rapporto con i cittadini utenti; dall’altro stimola il personale medico direttamente interessato a cercare di migliorare la situazione, dato che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E’ bene dire che i dati – che saranno aggiornati con cadenza mensile – si riferiscono al mese di agosto, che questa è la prima volta che vengono pubblicati e che, proprio perché relativi a un periodo in cui tradizionalmente l’attività operatoria è ridotta, potrebbero essere suscettibili di variazioni. Ma in ogni caso si tratta di un riferimento importante, proprio per capire quali sono le situazioni più critiche e dove quindi occorre intervenire per dare risposte adeguate alle esigenze dei cittadini.

Le maglie nere. Ostetricia e ortopedia vestono la maglia nera, hanno attese molto lunghe. Al Campo di Marte si deve attendere 256 giorni per una isteroscopia per fibromi e lipomi e 108 per una isterectomia laparoscopica; molto meglio invece la situazione a Barga, dove si opera nell’arco di una decina di giorni. A Castelnuovo servono 219 giorni per una protesi del ginocchio e 90 per l’anca; al Campo di Marte 158 giorni per la protesi all’anca, 130 per l’artroscopia alla spalla, 73 per il ginocchio.

Anche la chirurgia generale sconta problemi: 151 giorni per rimuovere i calcoli e 108 per l’ernia inguinale. A otorino quasi due mesi di attesa per le adenoidi.

Ovviamente dal dato statistico sono esclusi i tempi di attesa degli interventi chirurgici che vengono effettuati in modalità di urgenza.

Il criterio seguito. La rilevazione, che ripetiamo si riferisce al mese di agosto, è stata fatta a posteriori, cioè l’attesa è stata calcolata su quanto hanno effettivamente aspettato i cittadini in lista per operazioni di particolare rilevanza o comunque più frequentemente effettuate. Ne viene fuori quindi un dato reale. Si è preferito questo metodo rispetto a quello che avrebbe imposto di prendere in considerazione quante persone sono in lista di attesa e quanto - in via presunta - dovranno attendere.

La gestione degli interventi. Ormai da tempo l’Asl 2 - come ricorda il dottor Joseph Polimeni, direttore sanitario - si è dotata di un ufficio programmazione attività chirurgica che gestisce gli interventi. Di fatto chi ha bisogno di operarsi si rivolge a questo ufficio che prende in carico il paziente compilando una scheda dettagliata. Quindi lo avvia alla preospedalizzazione dopo di che c’è il via libera per l’intervento, che deve avvenire entro un mese dagli esami di preospedalizzazione. C’è quindi un ordine cronologico preciso che può essere alterato solo da urgenze o aggravamenti di condizioni di persone già in lista. E’ sempre difficile invece rispettare l’indicazione che vorrebbe eseguiti entro 30 giorni gli interventi per patologie oncologiche e entro 90 giorni tutti gli altri.

Nuova organizzazione. Dal 3 settembre il dipartimento chirurgico (di cui è responsabile il dottor Riccardo Piane, primario di otorino), è stato completamente riorganizzato.

«Abbiamo adottato il modello per intensità di cura che sarà alla base del nuovo ospedale in costruzione a San Filippo - spiega il direttore sanitario Polimeni - . Abbiamo cambiato la cartellonistica, rimodulato le degenze e allestito un front-office con un infermiere che guida il paziente al suo arrivo in ospedale. C’è una precisa separazione tra pazienti ricoverati per un intervento in elezione e casi urgenti. Si va dal day surgery alla week surgery a pazienti che devono sottoporsi a operazioni più importanti e che quindi richiedono degenze più lunghe.

«L’obiettivo adesso - aggiunge il dottor Polimeni - è quello di agganciare a questo nuovo assetto la riorganizzazione del blocco operatorio: non vogliamo letti vuoti, non vogliamo buchi nella programmazione degli interventi e delle sedute operatorie (responsabile del blocco operatorio è il dottor Ferdinando Cellai; ndr). La macchina deve funzionare bene e allora miglioreremo anche la situazione dei tempi di attesa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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