Il Tirreno

Lucca

Province, si decide Anche Tambellini vota Lucca-Massa

di Gianni Parrini
Province, si decide Anche Tambellini vota Lucca-Massa

Questa mattina la riunione decisiva del Cal a Firenze Solo pochi sindaci apuani contrari alla proposta del 5+1

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LUCCA. Province, oggi è il giorno della verità per l’ipotesi Lucca-Massa Carrara. Questa mattina alle 9,30 a Firenze si riunisce il comitato delle autonomie locali che stavolta dovrà chiudersi con la formulazione di una o due proposte da mandare al consiglio regionale della Toscana.

I membri dell’ufficio di presidenza questa settimana si sono dati da fare per cercare di mediare tra le diverse posizioni e arrivare alla riunione con una proposta che possa raccogliere il maggior numero di consensi. Il massimo sarebbe avere l’unanimità, mentre l’ipotesi peggiore è quella di veder uscire dall’assemblea due proposte.

Intanto crescono le quotazioni dell’ipotesi Lu.Ma.Ca. (Lucca-Massa Carrara). Dopo il presidente della Provincia Stefano Bacelli anche il sindaco Alessandro Tambellini ha sciolto gli indugi e ieri ha annunciato in un lungo comunicato la sua intenzione di voto: «Sosterremo la proposta che prevede l'organizzazione della Regione Toscana con la suddivisione in 5 province e una città metropolitana». E tra le cinque, ovviamente c’è anche Lucca-Massa Carrara. A far cambiare le carte in tavola è stato il naufragio del progetto Rossi: l’ipotesi delle tre aree vaste si è schiantata sul ruolo di città metropolitana riconosciuto a Firenze e sull’indipendenza di Arezzo che avrebbe i numeri per restare da sola. «Da quanto emerso negli incontri del Cal si rileva come non esistano le condizioni per pensare ad una coincidenza tra nuove province ed area vasta neppure nella zona della costa – prosegue il sindaco – Nascerebbe un'articolazione provinciale assolutamente sproporzionata alle altre in termini di popolazione e pertanto di funzioni e compiti».

A questo punto l’unica altra ipotesi in campo è quella del 4+1: prevede ancora l’area vasta costiera (Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara) più Prato-Pistoia, Siena-Grosseto, Arezzo e Firenze città metropolitana). Ma le fila dei sostenitori di questa tesi si stanno assottigliando: gli unici ancora interessati a finire nella maxi area sono i sindaci dei Comuni di Massa e Carrara. Pare che anche da Pisa e Livorno stia venendo meno il sostegno a questo disegno. «Sia il 4+1 che il 5+1 chiedono due deroghe al governo: una per Arezzo e una per Prato-Pistoia che non ha la necessaria estensione territoriale – spiega Oreste Giurlani dell’ufficio di presidenza del Cal – Stando così le cose mi pare giusto puntare su Lucca-Massa».

Intanto ieri, si è tenuta una riunione dell’Upi in cui è stato confermato il proposito di portare avanti l’ipotesi 5+1. «Mi fa piacere sapere che domani sia io che il sindaco saremo uniti nel far valere l’ipotesi di Lucca-Massa – racconta il presidente della Provincia Stefano Baccelli – Nel momento in cui è stata riconosciuta l’autonomia di Arezzo non vedo perché non dovremmo rivendicare questa unione e il conseguente ruolo di capoluogo per Lucca. I sindaci di Massa e Carrara? Mi sembra che la loro scelta sia dettata soprattutto dalla paura di finire nel “provincione” con Prato. Il sindaco di Livorno, invece, mi pare abbia espresso alcune preoccupazioni rispetto all’idea dell’area vasta costiera».

Nel dibattito si inserisce anche la federazione della Sinistra che in comunicato definisce «grottesco e strumentale il dibattito attuale» e chiede di mettere al primo posto il tema dei servizi al cittadino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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