La manifestazione
Presidio degli operai Toscocarta
Protesta contro la ventilata cessione dell’azienda e per riscuotere la 14ª
COSELLI. Presidio degli operai davanti ai cancelli della Toscocarta per protestare contro la ventilata vendita dell’azienda e per il mancato pagamento della quattordicesima mensilità.
Intanto i sindacati chiedono alla Provincia l’apertura di un tavolo per discutere della situazione di crisi che la Toscocarta sta attraversando.
La mobilitazione era iniziata la settimana scorsa e ha raggiunto il culmine ieri, con il presidio davanti all’azienda, al quale hanno partecipato i trenta dipendenti.
«La situazione è pesante – dice Simone Tesi, della Slc Cgil – Abbiamo chiesto alla proprietà di spiegarci quale fosse la situazione, ma ci è stato risposto di rivolgerci all’avvocato che segue la ditta. Cosa che non faremo assolutamente. Il nostro obiettivo è quello di aprire un tavolo per la trattativa e non quello di raccogliere informazioni sulla cessione dell’azienda».
Secondo quanto spiegato alle Rsu, sarebbero due i canali aperti dalla proprietà per trattare la vendita.
Di più, però, non è stato spiegato.
«La questione con la Toscocarta è aperta ormai da mesi, ovvero da quando ci siamo resi conto che dalle buste paga dei lavoratori mancava qualcosa – spiega Tesi – Poi, però, la situazione è ulteriormente peggiorata. Ora i dipendenti, una trentina, sono davvero preoccupati, soprattutto a causa delle voci di cessione che, a questo punto, sono state confermate dalla stessa proprietà. È chiaro che i lavoratori temono per il loro futuro e sono provati da due anni molto difficili. Il settore, infatti, da tempo è in crisi e la Toscocarta aveva annunciato di dover ricorrere ad alcuni esuberi. Ora, invece, siamo addirittura alla vendita, che non abbiamo ancora capito se dovrebbe essere parziale o totale, dell’attività». La Slc Cgil ha chiesto la Provincia di intervenire, aprendo un tavolo di confronto durante il quale l’azienda possa chiarire la sua posizione e le misure che ha intenzione di intraprendere ne prossimi mesi. «Intanto proseguiremo con la mobilitazione – conclude Tesi –, alla quale lavoratori hanno aderito con forza, con l’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro che, al momento, ci sembrano in pericolo».
Arianna Bottari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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