Il Tirreno

Lucca

A scuola in scooter e rischio la multa

di Flavia Barsotti
A scuola in scooter e rischio la multa

Solo poche decine di stalli a disposizione dei duemila studenti che frequentano gli istituti superiori nel centro storico

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LUCCA. Puntuale come la campanella, con il ritorno fra i banchi degli studenti si ripresenta il problema della sosta per i motorini nelle vicinanze delle scuole del centro. Ogni mattina è una corsa al parcheggio: è l’allarme che lanciano alcuni giovani lucchesi alle prese con questa scomoda routine. Soprattutto in certe zone, infatti sono molti quelli che sfidano la multa fermando il proprio mezzo fuori dagli spazi, mentre altrettanti quelli che si vedono costretti a percorrere la città in lungo e in largo.

Le tre scuole di via San Nicolao. Zero è il numero degli spazi riservati ai motorini in via San Nicolao; zero anche in via dei Fossi a fronte di una zona, invece, dove sono presenti 122 studenti del ginnasio del liceo classico Machiavelli, 417 degli indirizzi del liceo Paladini e 429 dell’istituto Civitali, per un totale di 968 iscritti. Un’area, questa, che risulta la più critica, secondo le testimonianze degli stessi ragazzi.

«L’anno scorso ho trovato la multa sul parabrezza  – riferisce Sara Milani, studentessa del liceo delle scienze sociali – in quell’occasione, mia madre si è rivolta sia al comando dei vigili urbani che all’ufficio Urp per lamentare l’accaduto, ma il problema può risolverlo solo l’amministrazione».

Angelica Boldrini, dell’Istituto Civitali, all’uscita di scuola lamenta di dover continuare a sostare lo scooter lungo i bordi di via San Nicolao, nonostante lo scorso anno abbia pagato diverse contravvenzioni.

Anche Silvia Ferrari è stata vittima della pioggia di multe, così come altri tre alunni della sua classe. «Non possiamo rischiare ogni giorno per una mancanza della nostra città – afferma – a volte parcheggio nel cortile dell’istituto, ma spesso per volere degli insegnanti devo spostare il mezzo».

Un disagio riscontrato anche da Camilla Miliffi poiché lo scooter deve essere trascinato a mano nel cortile della scuola e spesso, oltre a trovare il parere contrario del preside, rischia di essere colpito dai palloni durante le ore di educazione fisica. «Vado a scuola in motorino per fare più veloce – spiega poi Rachele Bertini  – ma non funziona perché impiego troppo tempo per piazzarlo. Di solito lo metto in via Elisa, ma non sempre trovo un posto».

Lì infatti ci sono i sei stalli più vicini, da dividere con gli studenti dell’Istituto Giorgi  in via dell’Orto Botanico nei pressi del quale non vi sono altri spazi se non i 5 di via Brunero Paoli.

Liceo artistico. Una posizione abbastanza difficile è anche quella del liceo artistico in via Fillungo che ospita 365 allievi. A denunciarla è un gruppo di ragazzi che si dirige in piazza Santa Maria. È lì che hanno sostato il proprio mezzo in uno dei 28 spazi, spiegando però che, nonostante siano parecchi, il posto libero non è garantito in quanto utilizzati anche dal vicino liceo classico. «Perciò – affermano - a volte usufruiamo anche dei 9 stalli di piazza San Pietro Somaldi». A questi, si sommano poi i 13 di via della Cavallerizza e i 4 di piazza del Collegio, sfruttati però in gran parte dai classicisti.

Liceo classico. Sembrano risentire meno del problema al Machiavelli, nella sede di via degli Asili, forse per i soli 162 iscritti. È quanto spiega, ad esempio, Chiara Ciucci che solitamente riesce a trovare libero uno dei 47 stalli di fronte. Secondo Giorgio Rossi, invece, aumentarli sarebbe vantaggioso perché la difficoltà cresce soprattutto nei periodi estivi «ma – aggiunge - la situazione attuale è comunque sostenibile».

Istituto d’arte. I 265 iscritti all’istituto d’arte in piazza Napoleone, si servono invece dei 6 posti di via del Peso, angolo via della Polveriera che si sommano ai 37 dentro Porta San Pietro. Una situazione favorevole, soprattutto il sabato, come racconta Sara Nicolai, studentessa del Passaglia «e, anche se durante la settimana il tratto si riempie, per adesso ho sempre trovato spazio per lo scooter, ma sono venuta a conoscenza dei disagi che riscontra chi frequenta scuole nelle zone più interne della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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