Sicurezza
Consiglio unito solo su Lucca capoluogo
Nell’assemblea comunale sulle Province quattro diversi ordini del giorno e una richiesta unanime: cambiare la normativa
LUCCA. Qualunque sia il futuro assetto istituzionale della Toscana, Lucca deve continuare a essere capoluogo di provincia e a preservare le proprie funzioni e gli uffici territoriali. Questo è l’unico fil rouge che unisce i quattro ordini del giorno presentanti in consiglio comunale. Sugli altri punti invece le differenze ci sono eccome, con il centrodestra che ha presentato due documenti praticamente speculari – uno del Pdl e un altro di Fazzi e dell’Udc – in cui si chiede apertamente che la nostra provincia si unisca a quella di Massa Carrara senza alcun riferimento alla Valdinievole come invece si era sentito martedì scorso in qualche intervento. Anche nell’ordine del giorno di Piero Angelini si punta all’unione con la provincia apuana. Diverso invece il testo presentato dal Pd che ha preferito volare alto e non entrare nella questione della futura suddivisione territoriale.
Un terreno quantomeno spinoso per il centrosinistra regionale che ha al suo interno due posizioni fortemente polarizzate. La prima, fatta propria dal presidente della Provincia Stefano Baccelli e riportata più o meno esplicitamente in consiglio da Paolo Benedetti, segue le idee del centrodestra e si proietta verso la creazione di una provincia della costa settentrionale, l’altra, sicuramente più numerosa, segue invece le indicazioni del presidente della Regione Enrico Rossi e vede per Lucca una collocazione nell’area vasta costiera assieme a Massa, Carrara, Pisa e Livorno. In sostanza la maggioranza di centrosinistra evita di schierarsi ma nel suo ordine del giorno chiede fermamente che la città rimanga capoluogo di provincia e rimarca come fosse una delle due capitale di stato preunitarie toscane, oltre a far notare l’importanza del territorio dal punto di vista economico e culturale. E il tiro si alza quando ci si rivolge direttamente al parlamento chiedendo che prima di procedere con la suddivisione territoriale si pensi a stabilire quali devono essere le funzioni delegate dalle province del futuro che diventeranno solamente un ente pubblico elettivo di secondo grado, con una testa politica nominata direttamente dai consigli comunali. Ma il punto fondante sta nella richiesta di ritiro della legge nazionale di “riordino delle province e delle loro funzioni” che allo stato delle cose porterebbe alla creazione di una maxi provincia da Prato a Massa Carrara.
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