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Lucca

Trielina, milioni per la bonifica

Trielina, milioni per la bonifica

L’invito della Guinigi costruzioni: va individuato il responsabile dell’inquinamento

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LUCCA. L’invito giunge senza mezzi termini: occorre quanto prima individuare il responsabile dell’inquinamento ambientale nell’area ex Lazzi, tra via Geminiani e via Catalani a Sant’Anna, un complesso nel quale la Guinigi costruzioni che ha acquisito nel 2004 l’immobile da Lazzi Vi.Tour (a capo del gruppo che ingloba anche Lazzi autolinee) ha l’autorizzazione per costruire appartamenti di pregio, fondi commerciali e parcheggi.

Ma il cantiere, aperto a inizio 2010, è chiuso dal mese di novembre dello stesso anno, perché nell’area fu evidenziata (e confermata dai rilievi dell’Arpat) la presenza di idrocarburi e - la sostanza che fa più paura - di trielina.

Da quasi due anni a questa parte, la proprietà attende un’azione degli enti competenti che individui il soggetto responsabile dell’inquinamento, a cui la legge vigente impone anche di fare la bonifica.

«Abbiamo aspettato - spiega l’avvocato Elena Beconi, legale della Guinigi costruzioni - e poi proposto il ricorso al tribunale per un accertamento tecnico preventivo, che ha reso finora una valutazione parziale della situazione. È accertato comunque che nella matrice del suolo siano presenti gravi contaminazioni da idrocarburi». A questo punto la Guinigi costruzioni «confida nella solerzia di operato dell’ente pubblico».

Lo stesso auspicio viene formulato al Comune, che lo rivolge però alla Provincia. L’assessore all’ambiente Giuseppe Pellegrini Masini spiega infatti che in base al «decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 è la Provincia l’ente che ha la responsabilità di individuare il o i soggetti obbligati a effettuare i lavori di bonifica. Per questo, oltre a offrire la disponibilità dei nostri uffici a collaborare, abbiamo sollecitato la Provincia ad adempiere al compito. Siamo fiduciosi che lo farà».

Ma, sempre secondo lo stesso decreto, c’è un rischio per il Comune: se il soggetto responsabile dell’inquinamento non pagasse la bonifica (milioni di euro), l’onere ricadrebbe sul Comune. Anche se esiste un ulteriore possibilità: e cioè che se il Comune non avesse le potenzialità economiche, il peso ricadrebbe sulla Regione. (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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