Proteste
Il Pd vuole Del Ghingaro con sé
Il coordinatore Fruzzetti: «Se crede nel partito, non ha senso che ne stia fuori»
CAPANNORI. «Non è vero che il Pd non vuole Giorgio Del Ghingaro. Il punto è che l’iscrizione di Del Ghingaro è condizionata alle dimissioni del coordinatore del circolo di Capannori Paolo Giangrandi».
All’indomani della conferenza stampa con la quale il sindaco ha chiarito la sua posizione nei confronti del Partito democratico e ha spiegato il lancio dell’iniziativa de “I viaggiatori”, rinfocolando la polemica con i vertici locali del partito, a intervenire è il segretario del Pd di Capannori Angelo Fruzzetti.
«Sono almeno sei mesi che il Partito democratico si sta occupando a livello regionale, territoriale e comunale della vicenda dell’iscrizione del sindaco Del Ghingaro. Sono state spese parole chiare da parte di tutti per sottolineare che Del Ghingaro è considerato una risorsa importante. E’ stato detto pubblicamente a più riprese che la sua iscrizione non è in discussione e gli è stata recapitata la tessera, anche se con ritardo – dice Fruzzetti - Non è vero che il Pd non vuole il sindaco tra le sue fila. Piuttosto, come afferma il sindaco stesso, il problema è che l’iscrizione viene condizionata alle dimissioni del coordinatore Giangrandi».
Passaggio per altro già stato fatto, come ricorda il segretario, e risolto, perché le dimissioni da Giangrandi presentate al circolo di Capannori sono state respinte, come già aveva sottolineato nei mesi scorsi il segretario provinciale Patrizio Andreuccetti. «A questo punto bisogna dimostrare saggezza, prendere atto della situazione, chiudere questo capitolo e lavorare nel partito per costruire un clima diverso. Al momento, il sindaco non è un iscritto del Pd. Se, come sostiene, Del Ghingaro si sente ancora un esponente del partito, per il quale (come lui stesso ha ricordato) riveste incarichi importanti, lo dimostri iscrivendosi». Fruzzetti richiama tutti alla calma e all’impegno comune per la compagine democratica, nell’interesse non solo del partito, ma anche del territorio. «La scelta di iscriversi viene fatta perché si condividono gli ideali e i programmi che il partito scelto porta avanti e non le persone che ne fanno parte e con le quali si può andare più o meno d’accordo. Bisogna essere chiari e dire apertamente se si crede o no nel progetto del Pd, un partito proiettato nel futuro, fondato sul contributo di ogni iscritto e non sulla figura di qualche singolo esponente, com’è stato per il Pdl di Berlusconi. Se ci si crede, non ha senso starne fuori e rinunciare a realizzare insieme gli obiettivi che ci siamo preposti. Ben vengano le associazioni culturali per rivitalizzare il confronto con i cittadini. Ma bisogna fare attenzione a non renderle uno strumento per saltare la democraticità dei processi decisionali o per esercitare pressioni sul partito».
Arianna Bottari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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