Attenzione
Videopoker vietati vicini a chiese e scuole, bar e tabaccai all’attacco
Provoca un polverone, in città, la proposta di legge del governo di depennare le macchinette per il gioco da attività situate a meno di cinquecento metri da luoghi di culto, frequentati da giovani e da strutture sanitarie
Bar e tabaccai lucchesi sul piede di guerra dopo la proposta di legge del governo di depennare slot machine e videopoker da tutti gli esercizi situati a meno di cinquecento metri da scuole, centri giovanili, luoghi di culto, strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario.
Un boccone amaro per una città dove le “cento chiese” convivono con 158 attività che offrono servizi per il gioco (dato fornito da Confesercenti).
«Le nuove norme sui tabacchi e i videopoker previste dal decreto sanità non risolvono i problemi di salute pubblica – affermano dalla AssoTabaccai di Confesercenti e sottoscrive Adriano Rapaioli, responsabile di zona - ma puniscono ingiustamente imprese e consumatori. Mettendo in luce la contraddizione di fondo della politica dello Stato che da un lato si dà al proibizionismo e dall’altro utilizza le imposte sui due comparti per aumentare le entrate fiscali. Dal Governo aspettiamo, invece, un piano contro dipendenze e gioco d’azzardo illegale che faccia opera di prevenzione ed educazione alla salute».
Sulla stessa linea la posizione di Confcommercio, come conferma Endro Luchi, responsabile dei pubblici esercizi e titolare di una tabaccheria «Si tratta di un provvedimento esagerato – afferma Luchi – che penalizza i gestori di bar senza che abbiano colpa».
Sono preoccupati i proprietari di esercizi lucchesi dotati di videopoker. «Per noi si tratta si un guadagno in più – affermano al bar Puccini di Via Fillungo – e, se la legge sarà approvata, il divieto ci riguarderà perchè siamo vicini al liceo artistico e alla chiesa di San Leonardo. Credo però che coloro che cercano il gioco non si facciano fermare da una distanza di pochi metri in più».
Anche alle Ore Liete di via Vittorio Emanuele si mostrano contrari, definendo quello del ministro «un provedimento inutile e parziale poichè allora dovrebbero essere banditi anche i Gratta e vinci che provocano spesso gli stessi effetti». È d’accordo anche il titolare del bar Millennium di via Santa Croce che aggiunge: «La proposta è contraddittoria. Da una parte lo Stato pubblicizza il gioco e dall’altra fa una legge per ostacolarlo. L’importante è il controllo da parte dell’esercente affinchè gli apparecchi non siano usati da minori».
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