Finanza
Il risiko bancario si gioca dentro le Mura
Nonostante chiusure ed esuberi annunciati su scala nazionale la piazza lucchese continua a far gola a Carismi e Caripit
LUCCA. Tra esuberi, chiusure di sportelli e mire espansive da parte di nuovi gruppi la realtà del sistema bancario lucchese appare quanto mai vivace. La notizia di un forte ridimensionamento di organici e filiali su tutto il territorio nazionale (si parla di 19mila dipendenti da tagliare e della chiusura di 2.700 sportelli da qui al 2015) tocca da vicino anche la Toscana e la città delle Mura. Secondo alcune stime pubblicate nei giorni scorsi da Repubblica, dovrebbero essere circa 3.500 i bancari del granducato in uscita dal sistema entro il prossimo triennio. In molte filiali si annuncia un "autunno caldo", che vede nell'occhio del ciclone soprattutto il Monte de Paschi di Siena, che nella provincia di Lucca risulta essere il secondo gruppo bancario per numero di sportelli con ben 48 agenzie. Il piano industriale "lacrime e sangue" presentano dal presidente Profumo prima dell'estate prevede di tagliare 4.600 dipendenti (di cui la metà verrebbe esternalizzata) e di chiudere una quarantina di filiali, buona parte delle quali dovrebbero essere in Toscana, in particolare a Siena. È probabile che anche Lucca sia toccata.
Il gruppo più radicato sul nostro territorio è quello del Banco Popolare che dopo l'acquisizione della Cassa di risparmio di Lucca Pisa e Livorno vanta una sessantina di sportelli. In questo caso la "cura dimagrante" dovrebbe essere assai meno dolorosa, dato che la razionalizzazione del personale è stata fatta al momento dell'accorpamento con il gruppo di Verona: i 120 dipendenti della direzione locale (che peraltro continua ad esistere e vede a capo Roberto Perico) sono stati in parte riassegnati sulla rete degli sportelli. In autunno, però, verrà presentato un nuovo piano industriale e si saprà cosa attende i lavoratori.
Sacrifici in vista anche per le banche del gruppo Banca Intesa che oggi rappresenta la terza forza del territorio dopo l'acquisizione della Cassa di risparmio di Firenze e della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia (Caripit). Sono tra i 100 e i 150 gli sportelli che il gruppo torinese potrebbe chiudere nella nostra Regione mentre gli esuberi dovrebbero toccare quota 600. Per il momento dalla sede della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia non arrivano conferme in merito: «I dati usciti sui giornali provengono da fonti non interne alla Banca. Il piano industriale del gruppo prevede una razionalizzazione a livello nazionale, ma non ci sono ancora scelte territoriali definite. Per quanto concerne Lucca, il gruppo Intesa Sanpaolo, attraverso la Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, vuole confermare la propria presenza come interlocutore di riferimento del territorio lucchese ed essere sempre più forte e competitivo».
E qui si apre l'altra parte del nostro discorso. Perché se il sistema bancario nella sua totalità è indirizzato verso una drastica riduzione dei costi, la realtà lucchese continua a essere un boccone prelibato per alcuni gruppi. Un reddito procapite tra i più elevati della Regione e un ancor più ricco patrimonio immobiliare rendono il territorio assai appetibile per gli istituti di credito. Soprattutto dopo l'incorporazione della Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno da parte del Banco Popolare che è stata letta da alcuni come una sorta di invasione dello straniero. Interpretazione ovviamente smentita dai dirigenti locali della banca. Ma intanto, altri gruppi hanno intravisto la possibilità di inserirsi sulla piazza e acquisire quote di mercato. E dato che la città delle Mura è sempre stata gelosa della propria identità e autonomia, per farlo cercano degli "ambasciatori" lucchesi.
Tale è la strategia della Cassa di risparmio di San Miniato, che la sua campagna acquisti l'ha già completata strappando proprio alla Crl Silvano Piacentini, ora vicedirettore generale a San Miniato. La Carismi, inoltre, è entrata a far parte del pool di sponsor dell'Arcanthea (la squadra di basket lucchese) e i suoi emissari sono venuti più volte in città per cercare una sede. A settembre si terrà un’importante assemblea che dovrebbe deliberare l’aumento di capitale (si parla di 25 milioni di euro). Grazie a questi soldi Carismi punta ad aprire tre filiali (2 a Lucca e una a Viareggio) entro la fine dell’anno. Sarebbe un ritorno sul territorio dopo la cessione, qualche anno, fa del Banco di Lucca.
Anche la Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia punta a acquistare nuove quote di mercato. Il cambio del nome è significativo ma la banca - che fa parte del gruppo Intesa - ha ancora il problema di cooptare un volto lucchese da poter spendere sulla piazza. Un tentativo era stato fatto con il direttore uscente dell'Imt Fabio Pammolli che però, dopo averci pensato, ha declinato l'invito. Ma, come nel calcio, la campagna acquisti è ancora aperta.
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