Proteste
Ex Lazzi, allarme ambientale
Fermo il cantiere per costruire case e negozi: trovati idrocarburi e trielina
LUCCA. Emergenza ambientale e contenzioso in sede civile. Sono gli ostacoli che bloccano la realizzazione del complesso pluriuso “Officine Lazzi”, un mega progetto di recupero del complesso di Sant’Anna.
Lo stop al progetto, una realizzazione della Guinigi costruzioni che aveva rilevato gli immobili per costruirvi duecento appartamenti, un hotel, un centro commerciale e una multisalacinematografica, è arrivato a seguito della scoperta, durante gli scavi, di materiali inquinanti. Ovvero idrocarburi, solventi organoalogenati come la trielina e altre sostanze.
Per continuare le opere di recupero, fa sapere l’Arpat, «un intervento di bonifica è indiscutibile». Resta però da definire chi dovrà sobbarcarsi delle spese, che si annunciano ingenti: di sicuro alcuni milioni di euro.
A seguito della scoperta delle sostanze inquinanti, oltretutto in quantità molto superiori ai limiti consentiti, risulta all’Arpat che la Guinigi abbia avviato un contenzioso con la proprietà precedente. Anzi, con le proprietà: data la natura di inquinanti presenti (oltre gli idrocarburi, la trielina) potrebbe non essere esclusa, in passato, la presenza anche di una lavanderia negli ampi locali del complesso.
Una situazione intricata e allo stesso tempo preoccupante per il rischio ambientale che la presenza delle sostanze nocive comporta. A portarla alla luce, un’interrogazione del consigliere di Lucca civica Celestino Marchini, già presidente della commissione urbanistica nella passata legislatura che, all’epoca dell’approvazione del progetto (circa quattro anni fa), si era astenuto dalla votazione in consiglio per l’approvazione dello stesso progetto.
Nei prossimi giorni la Provincia tornerà a occuparsi della vicenda del cantiere bloccato (ormai da circa un anno, ma il caso non era mai venuto a galla).
E intanto Marchini, che racconta di avere parlato del cantiere bloccato direttamente con la società di costruzioni, chiede risposta immediata a una serie di domande. Al sindaco e all’assessore all’ambiente chiede da quanto tempo il Comune è a conoscenza del caso e quali siano le competenze per le spese di bonifica: «Se non sarà individuato il responsabile dell’inquinamento, spetterà al Comune accollarsi l’onere della bonifica?».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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