Sicurezza
Del Ghingaro sferza il Pd: o cambia o non sto a guardare
CAPANNORI. «Non lascio il Partito democratico. “I viaggiatori” vogliono solo essere un contenitore attraverso il quale rivitalizzare la politica capannorese, ormai ferma da tempo per colpa di pochi»....
CAPANNORI. «Non lascio il Partito democratico. “I viaggiatori” vogliono solo essere un contenitore attraverso il quale rivitalizzare la politica capannorese, ormai ferma da tempo per colpa di pochi». Il sindaco Giorgio Del Ghingaro parla del suo nuovo progetto e, immancabilmente, torna sulla querelle tra lui e il Pd locale. «Certo, non sto in paradiso a dispetto dei santi», precisa facendo capire che il fatto che la situazione (tessera sì-tessera-no) non si sia ancora risolta, due mesi dopo le riunioni a livello provinciale e regionale, un po’ lo infastidisce. «Il problema non è la tessera. Il nodo della questione è politico. Trovo incredibile che il circolo del Pd di Capannori non voglia tra i suoi membri il sindaco. Ho chiesto un chiarimento politico, un percorso che doveva concludersi con un atto formale: la presa di coscienza dell’errore fatto dal circolo di Capannori e le dimissioni del coordinatore Paolo Giangrandi. Invece, il partito continua a non prendere una posizione chiara». Questa impasse, secondo il primo cittadino, sta creando problemi notevoli a livello politico. Il Pd è immobile, bloccato per volere dei dissidenti, di quei quattro iscritti, come lui li definisce, che non lo vogliono e che da tempo gli fanno una guerra senza quartiere. «E poco importa se, nel frattempo, quattro assessori si sono autosospesi, se 7 consiglieri comunali democratici hanno fatto altrettanto, se quattro membri della segreteria si sono dimessi. A causa di questo immobilismo il partito rischia di perdere consensi. Ecco perché ho preso la decisione di dare vita a un’associazione in grado di riportare in primo piano i problemi sui quali bisogna discutere: l’urbanistica, l’ambiente, la cultura. “I viaggiatori” sono i persone che vogliono riaprire il dibattito, andando oltre l’immobilismo locale». Di “viaggiatori” ce ne sarebbero già molti. Adesioni trasversali, nel segno di quella che è la politica italiano in questo momento di grandi cambiamenti. «L’importante è fare gli interessi del territorio. Questa è sempre stata la mia filosofia. Del resto, io ho origini civiche, non sono un uomo di apparato e forse è proprio questo che a qualcuno non piace. Nonostante tutto ho incarichi importanti a livello regionale e nazionale, Capannori è diventato un comune modello in molti ambiti». A dispetto degli incarichi, però, il suo legame con il Pd appare sempre meno indissolubile. Pur continuando a sostenere che non uscirà dal partito, che non formerà una lista civica, a domanda precisa, la risposta è chiara: «Se non mi vogliono, me ne farò una ragione». Una lista civica in vista delle politiche del 2013? «Lo valuterò in seguito. Per ora porto avanti il mio mandato, come promesso ai capannoresi».
Arianna Bottari
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