La manifestazione
Presidio dei sindacati contro Poste
Nove zone di recapito tagliate. Parte anche il contenzioso in base all’articolo 18
COREGLIA. Mediavalle e Garfagnana adesso possono contare su pochi portalettere davvero. Da ieri è partito il taglio di sei zone di recapito nella zona di Borgo a Mozzano e nel resto della Mediavalle, dopo quello di tre già applicato nei giorni scorsi sul territorio di Castelnuovo.
Per protestare contro la razionalizzazione che incede, confermando il piano annunciato da Poste Italiane, si è svolto ieri mattina - davanti al centro di recapito in via di Ghivizzano a Piano di Coreglia - il presidio di Cgil e Cisl. Bandiere delle due organizzazioni sindacali e tanta amarezza, per un provvedimento che colpisce i lavoratori interessati, sul cui futuro pesa un’incognita, e crea disagio ai cittadini utenti del servizio postale. Tanto che i sindacati territoriali, come spiega il segretario della Slp Cisl provinciale Marco Tortelli, sono in procinto di aprire un contenzioso con l’azienda facendo appello all’articolo 28 dello statuto dei lavoratori, quello che definisce il comportamento antisindacale. «Un contenzioso analogo - spiega il sindacalista - è già stato aperto a Carrara e a Pisa, e le udienze in questi capoluoghi sono in calendario a stretto giro di ore. Attendiamo il responso, anche per meglio capire come muoverci in questa azione».
La situazione è critica. Un presidio come quello di ieri a Coreglia è previsto a breve anche a Viareggio e Pietrasanta, le prossime zone interessate dal taglio delle zone di recapito. A metà settembre la scure si abbatterà anche su Lucca e Capannori. Il risultato? «A fine settembre, 46 portalettere in meno in tutta la provincia. Senza considerare - continua Tortelli - che con l’inizio di settembre partirà anche il primo step della chiusura degli uffici postali, 25 sempre in tutto il territorio provinciale. Siamo molto preoccupati: questo piano unilaterale di tagli porta anche un peggioramento del servizio alla cittadinanza».
Significa che per chi abita nelle zone più decentrate il postino diventerà una specie di miraggio. Il piano di poste infatti, spiegano le organizzazioni sindacali, «renderà di fatto impossibile la distribuzione della corrispondenza, con conseguenze catastrofiche sulla qualità del servizio e priverà intere comunità, specialmente nei luoghi disagiati, di un servizio importante come quello offerto dai portalettere e dagli uffici postali».(b.a.)
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