Sicurezza
Il mondo gay plaude le due spose
Mentre la diocesi non commenta e il Comune tergiversa le associazioni sostengono la coppia lucchese
LUCCA. GayLib Toscana, in un comunicato stampa, accoglie con estrema gioia la notizia delle due donne unite in una “promessa d’amore” da don Franco Barbero, sabato pomeriggio, a Borgo a Mozzano. L’arcidiocesi di Lucca, invece, pare all’oscuro di tutto, mentre dall’amministrazione comunale non escono dichiarazioni ufficiali, perché «della questione delle unioni omosessuali non abbiamo mai parlato», come ha sottolineato l’assessore al sociale Carla Reggianini.
Due giorni dopo l’unione simbolica di Alessandra e Sofia (i nomi, com’è ormai noto, sono fittizi per proteggere la loro privacy e quella di famiglie e parenti), le prime reazioni arrivano soltanto dal mondo gay. «È con estrema gioia che leggiamo oggi dalla cronaca del Tirreno che due giovani donne si sono sposate a Borgo a Mozzano con amici e parenti per coronare un’unione che in Italia la legge ancora non accetta e non contempla», dice Luisella Audero, consigliere nazionale GayLib. Audero prosegue con l’augurio che episodi come quello narrato dal nostro giornale servano a cambiare il nostro paese, sia dal punto di vista culturale che giuridico. «Quale responsabile di GayLib Toscana ringrazio le due donne, Don Barbero che ha voluto celebrare la “promessa d’amore”, la titolare dell’agriturismo Podere S. Rocchino, dove si è svolta la cerimonia, e tutti coloro che hanno voluto condividere con le due protagoniste questo avvenimento. Vorrei augurarmi che questo atto, compiuto in Lucchesia, possa ripetersi altrove non una ma cento volte, per far comprendere l’importanza di vedere costituzionalmente e legalmente riconosciute, una volta per tutte, le coppie omosessuali, che restano ancora “illegali”. Sarebbe importante che dopo il fallimento dei registri delle unioni civili si arrivasse a una legislazione seria che consentisse una volta per tutte stessi diritti per tutti. Alle due spose, ovviamente, le felicitazioni di GayLib nazionale, oltre che regionale». Audero cita il registro delle unioni civile, esperienza che il consigliere nazionale di GayLib definisce fallimentare. In effetti, a fronte di molti Comuni che si sono organizzati per predisporre questi registri, ce ne sono moltissimi altri che non sanno ancora quali pesci prendere. L’amministrazione comunale di Lucca, per esempio, sembra rimasto un passo indietro rispetto a Comuni vicini come Pisa. «Non posso rispondere a domande sul registro delle unioni civili perché l’argomento non è stato ma affrontato – dice l’assessore Carla Reggianini – Negli ultimi mesi siamo stati impegnati in altre questioni». In effetti, l’amministrazione targata Tambellini si è insediata solo da pochi mesi, ma erano in molti, anche in seno alla coalizione di centrosinistra che ha portato alla storica vittoria elettorale, ad aspettarsi almeno un segnale. Nessuna reazione, infine, da parte della curia. «Non ero a conoscenza dell’accaduto», dice semplicemente don Lucio Malanca, dalla segreteria dell’arcidiocesi.
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