Il dolore
I trans chiedono un incontro col vescovo
La leader Regina vuole parlare dei diritti degli omosessuali con monsignor Castellani
LUCCA. «Non parteciperemo alla Luminara ma chiediamo al vescovo Castellani un incontro per parlare della condizione di gay, trans e omosessuali e stabilire un rapporto proficuo con la Chiesa». Regina Satariano, referente del consultorio transgenere della Toscana e organizzatrice di miss Trans, l’evento che si terrà il 15 settembre alla Casina Rossa di ponte San Pietro, annuncia che non prenderà parte – come aveva affermato in un primo momento – alla processione del Volto santo, in programma il 13 settembre nel centro storico di Lucca. «Ne abbiamo parlato – racconta Regina – Molti di noi avrebbero voluto esserci per testimoniare la propria fede. Ma dato che la nostra presenza poteva essere letta come una provocazione, abbiamo deciso di rimanere a casa».
Ciò non toglie che il rapporto tra la Chiesa e il mondo degli omosessuali e dei trans (molti dei quali sono credenti) sia da approfondire e migliorare. «Per questo oggi invieremo una lettera all’arcidiocesi chiedendo un incontro con il vescovo – spiega Regina – Mi auguro che questa nostra richiesta possa essere accolta».
Regina racconta che nel mondo ecclesiastico ci sono ancora delle resistenze nell’accetazione. «Ma alcuni mesi fa ho avuto un incontro a Genova con il cardinale Angelo Bagnasco. Abbiamo parlato dei diritti di gay, omosessuali e transgender – spiega Regina – È stata un’esperienza molto bella e ci piacerebbe poterla replicare con il vescovo di Lucca in occasione dei vent’anni di miss trans». La prima edizione del concorso si tenne nel ’92 a Torre del Lago e creò non poche polemiche: l’allora parroco della frazione disse che i transessuali erano portatori di handicap e pertanto sarebbe stato meglio non esibirli. «A due decenni di distanza sarebbe bello poter chiudere quella polemica – racconta la portavoce dei trans – Credo che in questo lasso di tempo qualcosa sia cambiato: c’è, ad esempio, una legge regionale contro le discriminazioni di genere. La storia delle due donne lucchesi che due giorni fa si sono unite in una eterna “promessa d’amore” testimonia che vi sono molte persone omosessuali che credono in Dio. Vogliamo semplicemente che venga riconosciuto il nostro diritto ad essere trattati e considerati come individui».
GIanni Parrini
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