Sicurezza
«Girava con la roncola, avevo paura per i nipoti»
Il racconto-confessione di Oriano Guazzelli l’omicida della madre ottantenne Dopo aver tentato il suicidio ieri sera è stato trasferito nel carcere di S. Giorgio
CASTIGLIONE GARFAGNANA. «Mamma aveva gravi problemi psichici: girava con la roncola e io avevo paura che potesse far del male ai nipoti, i figli di mia sorella». È un passaggio importante della confessione di Oriano Guazzelli, 41 anni, il boscaiolo di Chiozza che nella notte tra sabato e domenica ha ucciso con quattro coltellate la madre Bruna Giannotti, 80 anni, da tempo in cura da uno psichiatra della Garfagnana. Il matricida, dopo il tentato suicidio avvenuto otto ore dopo il delitto nella cella di sicurezza della caserma di Castelnuovo, adesso sta decisamente meglio. Sino a ieri pomeriggio era piantonato in una stanza dell’ospedale Santa Croce di Castelnuovo. In serata è stato trasferito nel penitenziario di San Giorgio a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di omicidio volontario.
La confessione. Ha parlato di getto davanti al magistrato. Come a volersi liberare di un peso. Assistito dall’avvocato d’ufficio Marisa Gargiulo, Oriano Guazzelli ha rivissuto gli attimi precedenti alla tragedia che gli ha cambiato la vita. Sabato aveva accompagnato alla messa nella chiesa di Castiglione la madre, che accudiva con pazienza e amore da anni somministrandole i medicinali indispensabili per curare la sua malattia mentale. La sera aveva cenato con gli amici e poco prima della mezzanotte era rientrato nell’umile casa colonica in mezzo al bosco. Aveva trovato le scatole di psicofarmaci, le gocce e le pasticche prescritte dal medico fuori posto. La madre, come faceva spesso, si era rifiutata di prendere i medicinali secondo le dosi che il figlio, su indicazione del medico curante, preparava con cura e attenzione. Come accade spesso alle persone con problemi mentali non aveva la minima consapevolezza della sua malattia. Lì c’era stato un primo litigio. Il boscaiolo, stanco, aveva deciso di andarsene a letto e dormirci sopra. Ma l’anziana madre aveva iniziato a sbattere porte, finestre e armadi. Un rumore infernale prodotto per innervosirlo e impedirgli di prender sonno. Per lui non era una novità visto che quel sistema veniva usato da anni. A quel punto si era alzato e con pazienza e rassegnazione era andato fuori per controllare un pozzetto per la raccolta dell’acqua. Fuori stava piovendo. Era l’una quando Oriano Guazzelli è rientrato in casa. La madre al primo piano non si era ancora calmata. Offesi e minacce ripetute mentre scendeva le scale. Il boscaiolo esasperato non ci ha visto più. È corso in cucina, ha preso il coltello usato per tagliare la carne e non ha avuto neanche il tempo di riflettere perché si è visto la mamma davanti. Quattro fendenti, un rantolo, il sangue che allaga il pavimento. Poi le due telefonate - al 113 e al fratello che ogni tanto andava a trovarlo - per annunciare l’omicidio e il bastardino consegnato al vicino di casa prima dell’arrivo dei carabinieri.
Autopsia. Oggi pomeriggio il medico legale Stefano Pierotti incaricato dal sostituto procuratore Enrico Corucci all’ospedale Campo di Marte eseguirà l’esame autoptico sul cadavere di Bruna Giannotti per capire la dinamica dell’omicidio. Subito dopo il delitto sono stati eseguiti prelievi ematici sull’assassino per escludere l’ipotesi che al momento di sferrare i fendenti mortali con quella lama di 20 centimetri non fosse sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti. I carabinieri invece hanno sequestrato i vestiti sporchi di sangue e l’arma del delitto. Al momento i familiari non hanno nominato un medico legale di fiducia. I funerali della pensionata si svolgeranno domani o al massimo giovedì nella chiesa di Castiglione.
Servizi sociali. In questa tragica storia resta da capire se i servizi sociali dell’Asl abbiano seguito con la necessaria attenzione il caso di Bruna Giannotti e il contesto in cui viveva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
