Il dolore
Cinque anziani raggirati da falsi dipendenti postali
La procura chiede il rinvio a giudizio per una coppia di giovani nomadi lucchesi che con la scusa dei soldi falsi raggira pensionati e s’impossessa dei loro risparmi
LUCCA. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per una coppia di nomadi lucchesi - età compresa tra i 22 e i 28 anni - accusati di furto ai danni di cinque pensionati residenti a S. Concordio, Nozzano e nella zona di Borgo Giannotti. Per spillare soldi agli anziani i due rom - un uomo e una donna - negli ultimi tre-quattro mesi avevano escogitato un sistema quasi infallibile. In almeno due casi si sarebbero appostati a poche decine di metri dagli uffici postali della periferia cittadina in attesa di anziani che andavano a ritirare la pensione. Poi li seguivano senza essere notati sino alla loro abitazione. A quel punto entravano in azione assicurandosi che i pensionati fossero soli in casa senza la presenza di figli e nipoti. Educati e ben vestiti suonavano al campanello d’ingresso dell’abitazioni presentandosi come dipendenti delle Poste. Raccontavano di aver ricevuto una segnalazione dalla direzione generale nella quale si sosteneva che parte delle banconote consegnate per pagare le pensioni del mese erano fuori corso o contraffatte. E invitavano l’anziano a mostrare il denaro riscosso poche ore prima dal cassiere dello sportello postale. In genere i pensionati cadevano nel tranello e mostravano i soldi appena incassati. Lì, attraverso uno stratagemma, i falsi funzionari delle Poste s’impossessavano dei soldi veri lasciando della carta straccia in una busta. Dai primi accertamenti nei cinque casi emersi e denunciati la coppia di giovani nomadi si sarebbe impossessata di una somma superiore ai 5mila euro gettando nella disperazione le vittime del raggiro spesso scoppiate in lacrime appena scoperto di essere state ingannate. Le complesse indagini svolte dai carabinieri di Borgo Giannotti guidati dal maresciallo Carlo Zingale hanno trovato i riscontri nelle testimonianze e nel riconoscimento degli autori, già foto segnalati, da parte dei pensionati. E il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha chiuso l’inchiesta.
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