Attenzione
Sul web gli auguri alle due spose
Il giorno dopo le nozze della coppia di donne lucchesi la città tace mentre il popolo della Rete approva
LUCCA. Il giorno dopo la cerimonia, la “promessa d’amore”, come la chiama don Franco Barbero, che ieri ha benedetto la loro unione, Alessandra e Sofia tornano alla normalità, alla loro vita quotidiana, i nomi fittizi a proteggerle dal clamore e anche dalle eventuali polemiche.Una scelta, quella dei nomi inventati, fatta per difendere proprio la loro normalità e quella di amici e familiari, nella vita come nel lavoro.
Eppure, la storia della loro cerimonia, simbolica ma significativa, ha suscitato molto interesse, ha animato il dibattito sul tema delle unioni gay, proprio come le due donne volevano. Raccontare la loro vita, le difficoltà, la necessità di nascondersi dietro a due nomi che non sono i loro, la loro felicità in un giorno voluto, cercato e, finalmente, raggiunto insieme agli amici più stretti e ai familiari, tutto questo doveva servire a risvegliare le coscienze, ad abbattere una barriera culturale che nel nostro Paese pare tuttora insormontabile.
Ebbene, a Sofia e Alessandra sono arrivate moltissime testimonianze di appoggio, anche attraverso la pagina Facebook del nostro giornale. Certo, c’è qualche cattolico che può non aver apprezzato quanto accaduto sabato pomeriggio a Borgo a Mozzano.
Quella cerimonia celebrata davanti ad un altare simbolico, volta ad unire due donne davanti al Signore, avrà sicuramente fatto storcere il naso a qualcuno, ma segnali di tensione non ce ne sono stati. Nessuno è andato a bussare alla porta della signora Monica, la titolare dell’agriturismo Podere San Rocchino, per chiedere spiegazioni, nessuno ha gridato al sacrilegio.
Persino i vertici ecclesiastici lucchesi, nonostante si sia trattato della prima “promessa d’amore” celebrata in Lucchesia, paiono tranquilli, nessun commento ufficiale o ufficioso è uscito dall’Arcidiocesi.
Tra le mura di Lucca, se dibattito c’è stato, è avvenuto sottovoce. Sulla pagina Facebook del nostro giornale no. Lì sono stati in molti a congratularsi apertamente con Sofia e Alessandra. «Auguri alle spose!», ha scritto Valen Tina e come lei altri. Ma c’è anche chi, come Nicola Lischi, si sofferma sulla mancanza di diritti per le coppie omosessuali in Italia, per molti una situazione inaccettabile. «Il matrimonio è anche un contratto per stabilire eredità e diritti, come quello di decidere chi può venire a farti visita in ospedale se non sei in grado di intendere e volere. Anche le coppie formate da due persone dello stesso sesso devono usufruire di questi diritti». Le parole di Nicola rispecchiano il pensiero e la volontà di Alessandra e Sofia: abbattere il muro culturale, per colmare quel vuoto giuridico in cui lo stato ha lasciato le coppie gay.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
