Il dolore
Salvato dal suicidio in cella di sicurezza
Inavvertitamente un temperino resta nei pantaloni di Guazzelli che si procura un taglio alla gola
CASTELNUOVO. Dallo spioncino della cella di sicurezza della caserma di Castelnuovo i carabinieri osservano l’omicida mentre indossa gli abiti puliti con cui varcherà la soglia del carcere di S. Giorgio. Improvvisamente accade quello che non ti aspetti. Oriano Guazzelli afferra un temperino e con un movimento repentino si produce un taglio sotto la gola. I militari sono lesti ad aprire il portoncino e a precipitarsi dentro per prestare le prime cure del caso all’assassino. Con il sangue che sgorga copioso gli tamponano la ferita, lo immobilizzano e avvertono subito un’ambulanza del 118 con un medico a bordo. L’intervento immediato salva la vita all’autore del delitto roso dal rimorso per il folle gesto commesso. Guazzelli viene ricoverato all’ospedale S. Francesco di Castelnuovo. Ha riportato una lesione lacero contusa da arma da taglio alla gola giudicata guaribile in dieci giorni e suturata con tre punti. Passa la notte al nosocomio. Piantonato e guardato a vista dai carabinieri della Compagnia di Castelnuovo.
Il temperino. E dire che sino al gesto di auto lesionionismo il boscaiolo di Chiozza, incensurato, non aveva dato segnali di alterazione psichica. I carabinieri di Castiglione lo avevano trovato - poco prima delle 2 - seduto in cucina con in mano il coltellaccio usato per uccidere la madre e i vestiti sporchi di sangue. Si era lasciato condurre docilmente al caserma della Compagnia di Castelnuovo dove era stato interrogato dal sostituto procuratore Enrico Corucci e dal tenente Donato Manca. Aveva ammesso l’addebito e confessato di aver agito in preda ad uno stato di prostrazione per i continui screzi con l’anziana madre in preda da tempo a disturbi psichici che curava con appositi farmaci. A quel punto iniziava il normale iter che precede l’ingresso in carcere: fotosegnalazione e consegna degli indumenti con gli schizzi di sangue della madre (fonti di prova). I carabinieri sono tornati nell’abitazione dove si è consumato il delitto e hanno preso dei vestiti. Verso le 9,30 con gli abiti puliti Guazzelli si cambia nella cella di sicurezza. Lì spunta un temperino (lo aveva già indosso o era all’interno del pantalone pulito) che il boscaiolo usa per il suo lavoro. In quel momento scatta la molla suicida frutto del rimorso e dello stress accumulato in quelle tragiche ore. (l.t.)
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