Il Tirreno

Lucca

Svaligiata la villa di un manager

di Luca Tronchetti
Svaligiata la villa di un manager

Il presidente del Ceseca va al cinema e al suo ritorno i ladri rubano gioielli, olio, formaggi e una pistola

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LUCCA. Il rientro da una piacevole serata trascorsa in un cinema all’aperto si trasforma in un incubo quando scopre che la sua villa immersa nel verde è stata depredata dai ladri. Vittima di una gang di professionisti del crimine lo storico presidente del Centro Servizi Calzaturiero, Giovanni Cordoni, che abita in via Lombarda a Lammari. Il manager della cittadella della calzatura che da trent’anni esporta il nome della scarpa lucches nel mondo è sotto choc. Impotente di fronte allo scempio compiuto nel suo «buen retiro» con porte e finestre sfondate, infissi scardinati e l’intero edificio messo a soqquadro in meno di due ore e mezzo. Ad agire indisturbata una banda che ha studiato il piano da tempo, nei minimi dettagli. E alla fine il bottino è ingente: anelli, bracciali, orologi, collier per decine di migliaia di euro. Ma non solo preziosi, che hanno anche un notevole valore affettivo perché sono i ricordi di una vita. La banda finisce il suo raid notturno in cantina. E s’impossessa pure di 30 chili d’olio doc, una forma di parmigiano, salumi e altri prodotti alimentari. E c’è tempo persino di sfondare l’armeria e impossessarsi di un’antica pistola del padre guardacaccia mentre doppiette, sovrapposti e cartucce restano al loro posto.

Il colpo nella casa di campagna di Giovanni Cordoni avviene in un orario compreso tra le 20,30 e le 23,30. Quando il manager - assieme alla moglie - lascia l’abitazione dopo aver inserito il sistema d’allarme dotato anche di sensori esterni e se ne va in città. A villa Bottini in occasione dell’estate cinema c’è un film che vuol vedere da tempo: «Quasi Amici», una splendida commedia francese di Olivier Nakache e Eric Toledano. E mentre il presidente del Ceseca si commuove davanti al grande schermo i ladri mettono a segno il colpo. Scavalcano la rete di recinzione alta quattro metri e che circonda la proprietà che comprende anche serre con piante e alberi. A quel punto i malfattori si dirigono verso la porta esterna che si affaccia sul giardino. Prima di sfondarla però mettono ko il sistema antifurto e impediscono alla sirena di entrare in funzione e ai raggi infrarossi di segnalare alle forze dell’ordine la presenza di estranei. Una volta dentro scardinano una porta interna che conduce a un ufficio del manager ed ex assessore negli anni Ottanta del comune di Capannori. In cerca di soldi, gioielli e probabilmente della cassaforte non guardano troppo per il sottile e gettano a terra scaffali e cassetti. Si fermano soltanto quando trovano i ricordi di famiglia. Monili regalati nel corso dei decenni. Con tutta calma e senza che nessuno dall’esterno si accorga di movimenti sospetti i ladri scendono nelle cantine e trovano diversi contenitori di olio extravergine d’oliva doc acquistato mesi addietro e che sarebbe servito per l’inverno. Se ne impossessano assieme ad altre leccornie. Con la refurtiva escono dal cancello della villetta e caricano tutto probabilmente su un’auto rubata per poi dileguarsi nell’oscurità. Sul posto intervengono i carabinieri del radiomobile di Cortile degli Svizzeri e la scientifica a caccia d’impronte digitali. Ma di arnesi per lo scasso non c’è traccia.

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