Sicurezza
I sindaci dell’Unione vogliono la provincia con Massa e Pistoia
Bocciata la proposta della Regione di creare aree vaste e proposto un consiglio straordinario aperto ai cittadini
CASTELNUOVO. I sindaci dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio bocciano l’idea del presidente della Regione Rossi di creare aree vaste e promuovono un consiglio straordinario dedicato esclusivamente al tema del riordino delle province, aperto alla partecipazione anche dei comuni vicini, delle associazioni di categoria e di tutti i cittadini. E lanciano una proposta: un’unione di Lucca con Massa e Pistoia. Così i primi cittadini si inseriscono nel dibattito sulla riorganizzazione delle amministrazioni provinciali dettata dalla spending review promossa dal Governo Monti.
«La creazione di maxi-province che vadano a ricalcare in maniera plastica i confini delle attuali aree vaste non possono certo riscuotere grande consenso nella nostra Valle. Il perseguire questa strada per Lucca, come per il nostro territorio, risulterebbe altrettanto dannoso quanto l’accoglimento della precedente e ancor meno realistica ipotesi di una provincia che si estendesse da Massa-Carrara a Prato: in entrambi questi scenari non solo il ruolo di Lucca capoluogo, ma tutto il vasto territorio appenninico del nord Toscana, non potrebbero che recitare un ruolo di assoluta marginalità».
Insindaci dell’Unione sostengono che la fusione fra Lucca e Massa fosse la soluzione più logica. «Di assoluto interesse rimane comunque una nuova ipotesi, fino ad oggi a nostro giudizio scarsamente valutata, che invece ci auguriamo possa essere oggetto d’attenzione ed approfondimento da parte del consiglio delle autonomie locali e della Regione Toscana. Pensiamo all’unione di Lucca e Massa con la confinate Pistoia: una nuova provincia che non solo registrerebbe evidenti complementarietà sia in termini economico-produttivi (i distretti floro-vivaistico dell’entroterra come quello della cantieristica navale per la zona costiera) che geomorfologici (la naturale continuità fra Versilia e località balneari massesi come pure l’esteso territorio montano che dalla Lunigniana collegherebbe l’Appenino Pistoiese attraverso la Grafagnana e la Valle del Serchio). La nostra iniziativa non vuole pertanto esser derubricata come una mera battaglia di campanile, bensì come una proposta che prende ispirazione dalla profonda convinzione che l’efficienza dei servizi offerti ai cittadini dipenda molto dalla garanzia di prossimità degli stessi. Questo principio generale vale ancor di più per realtà montane come le nostre ogni giorno impegnate a contrastare gli effetti dati dalla marginalità dei nostri territori».
I sindaci dicono d’essere consapevoli di quanto ingrato sia il percorso politico che il consiglio delle autonomie dovrà compiere nelle prossime settimane. «Allo stesso tempo ci aspettiamo che il riassetto istituzionale che ne dovrà scaturire sia il più rispettoso delle esigenze e delle identità dei nostri territori. Su questa delicata partita ci giochiamo molte delle prospettive future di sviluppo della nostra realtà provinciale; oggi più che mai ci sarebbe bisogno di mostrare pertanto un’unità di intenti - fra le istituzioni come fra le forze politiche locali – capace di sprigionare un’azione la più incisiva possibile. Con grande rammarico dobbiamo però registrare che al momento di questa unità d’intenti non ne abbiamo ancora traccia».
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