Sicurezza
Il Consorzio insegue i ladri d’acqua
Centinaia di controlli e sanzioni in vista per chi fa i prelievi abusivi: un danno per gli agricoltori e per la falda
CAPANNORI. E’ una vera e propria task-force quella che il Consorzio di Bonifica Auser-Bientina ha messo in piedi, dalla metà del mese di luglio, contro gli abusi sulle canalette d’irrigazione. Sono sette i dipendenti che controllano i corsi d’acqua 24 ore su 24.Fino a questo momento sono stati effettuati, su segnalazione, centinaia di controlli, in seguito ai quali verranno presto effettuati altrettanti accertamenti. Chi preleva l’acqua in maniera abusiva e illegale rischia una multa da 40 a 100 euro e anche il pagamento di quattro anni di arretrati sulla concessione. «L’impegno straordinario è giustificato da una doppia esigenza – spiega il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi – Da una parte c’è la volontà di garantire i circa 250 concessionari attualmente accreditati presso il nostro ente, che versano regolarmente e con puntualità il dovuto per l’emungimento. Dall’altra abbiamo la necessità di individuare maggiori risorse, che sarebbero importantissime al fine di garantire un recupero più complessivo del reticolo e, di conseguenza, un servizio d’irrigazione ancora più efficiente».
A termini di legge, chi preleva l’acqua dai canali, così come chi pone in essere un attraversamento su un corso d’acqua (piccolo ponte, cavi), è tenuto a pagare una modesta cifra annuale all’ente consortile: risorse, queste, che sono l’unica forma di finanziamento che il Consorzio ha a disposizione per effettuare i lavori annuali di manutenzione ordinaria sull’intero reticolo irriguo della Lucchesia.
Eppure, nonostante la normativa, sono ancora molti coloro che prelevano l’acqua in maniera abusiva, danneggiando non solo chi paga la tassa, ma i cittadini in generale, perché il reticolo idraulico non serve solo ad irrigare i campi, ma anche a rimpinguare la falda.
Dallo scorso mese di luglio, il Consorzio di bonifica ha destinato sette suoi dipendenti alla vigilanza straordinaria dei principali canali d’irrigazione. Le canalette sottoposte a monitoraggio sono al momento 29, ma il progetto verrà ampliato. Nel giro di appena un mese, gli operatori hanno individuato e censito già centinaia di prelievi e attraversamenti presenti, in seguito a segnalazioni.
Tutti i dati raccolti saranno adesso controllati attraverso l’archivio del catasto, allo scopo di individuare i relativi proprietari.
Quindi si incroceranno i dati con quelli del Consorzio di bonifica per verificare se ciascuna queste persone hanno un permesso rilasciato dall’ente. In caso contrario, partirà velocemente l’iter che viene previsto per episodi del genere dal regolamento del Consorzio di bonifica.Se l’opera risulterà sanabile, verrà richiesto al cittadino di regolare entro trenta giorni la propria posizione (attraverso il pagamento di una cifra sanzionatoria pari al canone per i quattro anni precedenti).
In caso contrario, la posizione verrà segnalata alle autorità competenti, per gli adempimenti del caso.
«L’invito che rivolgo a tutti i cittadini interessati ad emungere acqua dalle canalette – evidenzia il presidente Ismaele Ridolfi - è quello di contattare i nostri uffici per richiedere il rilascio della relativa concessione».
Soddisfatto Antonio Furlanetto, della Coldiretti Lucca. Proprio quest’associazione, infatti, aveva sollecitato il Consorzio di bonifica ad aumentare i controlli, dopo le segnalazioni che erano arrivate in sede da parte degli associati.
«Il sistema di guardianaggio sta funzionando benissimo, tanto che i casi di abusivismo sembrano essere drasticamente diminuiti. Dobbiamo, comunque, continuare a tenere la guardia alta, per non penalizzare chi paga regolarmente la concessione e per non mettere in crisi il sistema di distribuzione delle acque di superficie che interessa tutta la Piana e la Lucchesia».
Chi ha intenzione di effettuare prelievi dalla rete per l'irrigazione di campi o orti deve richiedere la concessione agli uffici del consorzio se non vuol rischiare di incorrere nelle sanzioni. L'importo da pagare è minimo (il settanta per cento circa dei concessionari paga meno di 70 euro all'anno), ma è fondamentale per permettere al consorzio il recupero e la manutenzione di un reticolo irriguo di quasi 300 chilometri e quindi il più esteso della Toscana».
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