Il Tirreno

Lucca

Dieci procacciatori d’affari nei guai per una truffa

di Luca Tronchetti
Dieci procacciatori d’affari nei guai per una truffa

Prima propongono a famiglie e single contratti con aziende concorrenti all’Enel poi appongono firme false e gli utenti si vedono recapitare una nuova bolletta

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LUCCA. I truffatori non vanno mai in ferie. In questi due-tre mesi i carabinieri prima e la procura della Repubblica in seconda battuta hanno raccolto una quindicina di esposti-denuncia da parte di cittadini residenti a S. Concordio, S. Anna, S. Filippo, S. Marco e anche nella Piana che si sono visti recapitare a casa un’altra bolletta dell’energia elettrica oltre a quella dell’Enel. A inviare la bolletta un’azienda concorrente con sede legale in Umbria. E dalle indagini emerge un particolare fondamentale: in calce ai contratti ci sono firme che non appartengono a coloro che hanno sottoscritto l’accordo. Firme false: alcune evidenti, altre ben contraffatte.

Nei guai sono finiti dieci procacciatori d’affari. Giovani promoter - tutti residenti in Toscana, un paio a Pistoia, uno a Montecatini e un altro nella provincia di Pisa - pagati con una «provvigione» sui contratti stipulati con i potenziali clienti. Una percentuale fondamentale visto che con il fisso concesso i giovani procacciatori - tutti dai 25 ai 35 anni - non riescono nemmeno a pagarsi le spese di benzina per gli spostamenti. L’indagine, affidata al sostituto procuratore Salvatore Giannino, è ancora agli inizi e al momento i dieci «promoter» sono iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di truffa e falso. Resta infatti da chiarire se i giovani procacciatori d’affari ingaggiati dall’azienda concorrente di Enel abbiano agito in modo truffaldino di loro iniziativa o su un preciso mandato. Gli indagati tra maggio e luglio avevano bussato alla porta di una serie di famiglie lucchesi e della Piana illustrando la proposta della nuova azienda fornitrice di energia.

Ma nonostante rifiuti e porte chiuse in faccia a fine mese ecco arrivare la sgradita sorpresa. Un’altra bolletta - oltre a quella del fornitore abituale - da pagare. Da lì le proteste e le denunce. Non è da escludere che, al termine dell’inchiesta e in caso di rinvio a giudizio, la stessa Enel possa costituirsi parte civile nel processo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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