La manifestazione
Boom dell’usato per i consumi anticrisi
Circa 250.000 gli euro che ricaverà in un anno chi vende i propri oggetti presso il “Mercatino” di Pontetetto
LUCCA. «Il nostro è un mondo già usato». Con queste parole Ettore Sole, fondatore della catena “Mercatino dell’usato”, spiega l’approccio da tenere verso quello che, per alcuni, sta diventando un vero stile di vita. Una risposta alla crisi, forse, o una nuova cultura a cui anche la società italiana sembra essere pronta, ma anche un grido forte e chiaro contro il consumismo. «Pensiamo ai tovaglioli del ristorante, ai piatti, alle lenzuola di un albergo o ai bicchieri di un bar: siamo circondati da oggetti usati». Basta quindi con i luoghi comuni un po’ snob, i pregiudizi e le riserve: «è un delitto buttare ciò che ancora può avere un valore».
L’ ispirazione. Un’idea, quella del Mercatino, nata per caso, come racconta lo stesso Ettore Sole, ma che, in poco tempo, ha raggiunto grandi successi. «Tutto è cominciato 25 anni fa, ero disoccupato e stavo leggendo un giornale di annunci economici. - ricorda - E’ lì che mi sono chiesto: perché limitare l’iniziativa alla carta e non tradurla nel concreto? » E così Sole ha iniziato, vendendo i beni di casa propria. In breve tempo, sono però arrivati anche quelli dei clienti e oggi può contare ben 200 negozi in tutta Italia.
L’iniziativa a Lucca. Alla fine di marzo, il “Mercatino”, approda anche a Lucca su Viale San Concordio ospitando articoli di ogni genere su una superficie di più di 500 mq. «Il mio socio ed io, oltre ad essere appassionati di mercatini, abbiamo valutato l’impatto sociale e ambientale dell’attività: il riuso infatti fa bene all’ambiente. - spiega Simona Quartararo, proprietaria del Mercatino di Lucca - Una cultura che sembra consolidarsi nelle famiglie, sia per il periodo storico che stiamo vivendo sia per una presa di coscienza più profonda nella nostra società».
L’esposizione lucchese è poi delle più varie: dal reparto abbigliamento, a quello libreria, fino ai vinili, passando per i mobili, per l’ oggettistica e non solo. «La possibilità di trovare qualcosa che da altre parti non trovi, di assolutamente originale o a prezzi vantaggiosi rende pubblico e offerta sempre differenti» spiega Simona.
Come funziona. Basta portare al negozio l’ articolo e concordarne il costo, dopo una piccola selezione. «Non possiamo accogliere tutto - dichiarano - La nostra intenzione è quella di creare un mercatino di qualità. Usato non significa rotto o sporco, ma semplicemente che ha una storia, anche se, siamo consapevoli che l’affetto non si possa comprare».
L’opportunità del riuso. E infatti, quello che emerge fra gli scaffali è soprattutto il lato umano. Sono molti coloro che raccontano le proprie storie, aprendo un dialogo fra cliente e cliente, ma anche fra cliente e commesso. «Un negozio di cento anni fa, dove la gente ancora parlava - lo definisce Sole - e spesso ci troviamo anche ad improvvisarci psicologi». E infatti, racconta della gioia negli occhi di molti clienti quando, con il rimborso di alcuni oggetti, riescono a pagare le bollette. Circa 250.000 euro è la stima prevista per le restituzioni a Lucca in un anno, secondo i dati di Sole. «Spesso capita anche di vendere ricordi - afferma Simona - poco tempo fa una signora ha trovato un canovaccio nuovo uguale a quello che sua mamma usava per cucinare quando era piccola e si è commossa». Non mancano inoltre coloro che si presentano più volte in un giorno per guardare e riguardare i dischi. «Del resto noi nutriamo le passioni» afferma Simona con orgoglio.
La parola ai clienti. E infatti ai vinili c’è quasi la coda. Un cliente ci mostra i suoi acquisti: da Bruno Lauzi, ai Matia Bazar, passando per Shirley Bassey. «Sono un collezionista e spesso scambio con altri lucchesi quello che trovo ai mercatini in offerta» spiega.
Ma c’è anche chi viene appositamente da altre città. E’ il caso del pisano Federico Cinque «Devo svuotare casa e per questo cerco di vendere borse, articoli da bambino e mobili chiedendo il meno possibile per non rischiare che restino invenduti. Ma, se sei fortunato, qui in giro trovi anche belle cose che io spesso ripropongo su Ebay. E’ capitato, ad esempio, che trovassi il Manuale di Nonna Papera ad 1,50 € e lo rivendessi su internet a 120».
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