Il dolore
Già due impianti con la benzina a 2 euro
Sfondato il tetto all’Eni in via del Brennero e all’Agip sulla Pesciatina, ma altri distributori sfiorano la nuova cifra record
LUCCA. E’ record sul prezzo della benzina: sforata la soglia dei due euro al litro, massimo storico per la rete ordinaria.
La regione ad essere più colpita risulta essere la Toscana «perché - come spiega Martino Landi, presidente della Faib-Confesercenti - presenta un’ accisa più alta a causa dell’alluvione dello scorso anno». Un aumento che arriva, peraltro, alla vigilia della scadenza delle promozioni e degli sconti proposti dalle compagnie che si concludono, in molti casi, il 3 settembre.
E’ una situazione che salta agli occhi anche facendo un rapido giro per le strade principali della città. Due sono infatti i distributori presi in esame che nel pomeriggio di ieri hanno sfondato il tetto dei due euro: l’Eni di via del Brennero con il 2,011 per la benzina e l’1,836 per il diesel e l’Agip della via Pesciatina con il 2,003 per la benzina e l’1,828 del diesel.
Ma sono molti anche i punti vendita che sfiorano quella cifra davvero per pochi centesimi, come l’Ip di via delle Ville con 1,996 per la benzina e l’ 1,839 per il diesel. E ancora numerosi quelli che vi si avvicinano: 1,930 la benzina e 1,830 per la Q8 di via Pesciatina; 1,931 la benzina contro l’1,756 del diesel all’Agip di viale Giacomo Puccini. Alla Q8 di via delle Tagliate 1,929 è il prezzo per la benzina e 1,752 quello per il diesel.
Una situazione che si fa sempre più insostenibile e, a confermarlo, sono gli stessi rappresentanti dei sindacati. «I clienti sono arrabbiati per questi continui aumenti. Ad essere in difficoltà sono però anche gli stessi gestori per i quali il margine di guadagno resta invariato - spiega Vittorio Bini, rappresentante del sindacato Figisc, Federazione italiana gestori, impianti stradali e carburanti di Confcommercio - E’ impossibile per adesso fare una previsione, ma il consumo del carburante è in netta diminuzione già dalla scorsa primavera. Una piccola ripresa era stata possibile grazie agli sconti del weekend, ma ultimamente il calo delle vendite che ci troviamo ad affrontare, torna ad essere sostanzioso».
Queste parole trovano l’approvazione anche da parte di Confesercenti. E infatti Armando Rapaioli, coordinatore d’area della Faib, la federazione benzinai, rimarca: «Le vendite sono diminuite del 10% rispetto allo scorso anno nello stesso periodo». “Una miscela esplosiva”, la definisce poi, dovuta al continuo aumento delle accise e del prezzo del greggio. «Oggi circa il 60% del prezzo finale del carburante è infatti destinato alla tassazione: l’ultimo aumento risale a non molto tempo fa. Al contrario di quanto avviene in paesi come la Francia, dove si stanno mobilitando per ridurre questa imposizione, in Italia il problema continua a crescere».
Una situazione in divenire, insomma, e di cui nessuno riesce al momento a prevedere un miglioramento. La rabbia e la preoccupazione di utenti e gestori è dunque alle stelle, a maggior ragione visto il delicatissimo momento che le famiglie stanno attraversando. Una circostanza destinata poi a farsi sentire sempre di più quando saranno interrotte le campagne per gli sconti a partire da settembre.
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