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Lucca

APRE LA PROCESSIONE

Restaurato il prezioso vessillo del Volto Santo

Restaurato il prezioso vessillo del Volto Santo

LUCCA. Restaurato lo stendardo del Volto Santo. Il gigantesco vessillo che guida la processione della Santa Croce è stato tirato a lucido grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio...

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LUCCA. Restaurato lo stendardo del Volto Santo. Il gigantesco vessillo che guida la processione della Santa Croce è stato tirato a lucido grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, sollecitata dallo stesso arcivescovo monsignor Italo Castellani. Alto quattro metri e largo due e quaranta, è opera del pittore lucchese Michele Marcucci e dal 1890 apre il corteo che va a rendere omaggio al Crocifisso ligneo custodito in duomo, nella cappella di Matteo Civitali.

Proprio perché soggetto all’usura del tempo, lo stendardo viene periodicamente rinnovato, probabilmente già dal 1700. L’ultimo è stato realizzato, appunto, da Marcucci. È formato da una parte centrale dipinta a olio, specularmente sia davanti che dietro, raffigurante il Cristo attorniato da angeli e cherubini e corredata di una cornice in taffetà di seta decorata in oro. Il restauro è stato affidato al laboratorio Massimo Bonino che, con la collaborazione di Elena Salotti ed Elisa Zonta e sotto la supervisione di Antonia D’Aniello, direttrice del Musei nazionali di Lucca, ha provveduto alla pulitura della superficie cromatica, al consolidamento dello strato preparatorio, al ritocco pittorico e alla ricomposizione del dipinto con la cornice in seta. È stato anche realizzato, per evitare inadeguati movimenti dell’opera al momento della processione, un nuovo impianto in tubolari in fibra di carbonio che consentirà il trasporto non più da uno, ma da due portantini. L’operazione forse più difficile è stata, però, la “distensione”. Ogni anno, da oltre un secolo, al termine della Processione lo stendardo viene regolarmente riposto e arrotolato su un piccolo cilindro ligneo. Un supporto di diametro assolutamente inadatto, che, in oltre cento anni di esposizioni e successivi arrotolamenti, aveva provocato un “accartocciamento” della tela con gravissimi danni soprattutto per la parte dipinta a olio. (p.t.)

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