Trasporti
Biomasse, il Comune non impone lo stop
L’assessore Pellegrini Masini: «Mancano i presupposti di gravità». Esposto alla Procura del comitato
LUCCA. Al momento il Comune non ha alcun strumento per emettere un’ordinanza di sospensione dell’attività dell’impianto a biomasse di via della Canovetta a San Marco.
Lo dice l’assessore all’ambiente Giuseppe Pellegrini Masini , intervenendo sul caso del mancato stop all’impianto. «Insieme alla Provincia - dice l’esponente della giunta Tambellini - avevamo chiesto un gesto di buona volontà all’azienda affinché sospendesse il lavoro durante il mese di agosto (a seguito dei malesseri accusati da cinque cittadini ndr). Da parte dell’ingegner Fabbri c’era stata disponibilità, ma poi il tecnico ha detto che c’era stato un frantendimento e che lui intendeva solo arrivare a una riduzione, e non a una sospensione, dell’attività. L’ingegnere ritiene che una sospensione sia gravosa perché porterebbe a un rallentamento delle procedure e quindi per la ditta significherebbe ripartire da zero. La richiesta, anche per iscritto, è stata ribadita. Ma se dall’Asl non ci arriva la comunicazione che viene messa a rischio la salute pubblica non possiamo, come Comune, fare alcuna ordinanza. Ho chiesto un parere al nostro ufficio legale e mi è stato risposto che non c’è una gravità tale da giustificare un provvedimento di sospensione».
DA parte sua il comitato “Aria Pulita” annuncia un esposto alla Procura della Repubblica perché, dice il portavoce Fabio Lucchesi, «non riteniamo che sia tutto in regola e chiediamo alla magistratura di fare luce sulla vicenda. Non solo. Adopereremo le firme raccolte nei mesi scorsi contro l’impianto per chiedere un consiglio comunale straordinario mentre a settembre organizzeremo una conferenza con grandi esperti sugli effetti delle biomasse sulla salute. Infine, chiediamo al Comune di rendere noto per scritto i risultati dei lavori della commissione. Insomma, non ci fermiamo assolutamente».
La Provincia ricorda infine che a seguito di maleodoranze, rumori e cattivi odori avvertiti dai cittadini che risiedono nelle vicinanze dell'impianto a biomasse e di relazioni di comunicate a fine luglio dalla Asl, il 2 agosto scorso il servizio ambiente ha provveduto ad inviare una lettera di diffida indirizzata alla proprietà dell'impianto e per conoscenza anche al Comune con la quale si richiede di conoscere le origini di tale fenomeno e le misure che l'azienda intende adottare per ovviare a tale inconveniente, con la massima tempestività e comunque garantendo la risoluzione di tali problematiche. «Gli assessori all'ambiente di Comune e Provincia avevano chiesto alla proprietà di porre uno stop temporaneo al funzionamento degli impianti, cosa che invece non è avvenuta in quanto la proprietà si è limitata a ridurre l'attività».
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