Il Tirreno

Lucca

Stroncato da infarto il re del rame Salvatore Orlando

È morto a 55 anni nella sua camera da letto a Firenze Era presidente del gruppo Kme, azienda storica di Fornaci

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FORNACI. E’ morto improvvisamente Salvatore Orlando, 55 anni, presidente del gruppo metallurgico Kme (già Smi, uno dei colossi internazionali del settore), sesta generazione di una famiglia che ha fatto la storia dell’industria italiana tra la fine dell’Ottocento e il Novecento insieme ai Pirelli e agli Agnelli.

Una famiglia che ha gestito il più grande complesso metallurgico della Lucchesia, la Smi, poi Europa Metalli e ora Kme di Fornaci di Barga.

Il professor Umberto Sereni, ex sindaco di Barga, lo ricorda come un imprenditore di grande attenzione e sensibilità, che con il tempo si era appassionato anche alle vicende di Barga e che anche dopo l’arrivo diVincenzo Manes seguiva sempre da vicino le sorti dell’azienda.

Salvatore Orlando, che abitava a Firenze, era single, era l’unico figlio maschio di Luigi, scomparso nel 2005 dopo aver fatto grande la Smi: è morto nel sonno, ieri notte, nella sua camera da letto. Un attacco di cui non vi sarebbe stata alcuna avvisaglia.

Pochi giorni fa Orlando aveva partecipato all’inaugurazione del nuovo terminal dell’aeroporto fiorentino di Peretola. «Stava bene, era in forma», dice il direttore di Confindustria Toscana Sandro Bonaceto. «Siamo costernati, vicini alla famiglia, è una perdita gravissima per l’imprenditoria toscana e italiana».

Gli Orlando sono stati dapprima attivi nella cantieristica navale a Livorno, Genova e La Spezia, poi nella siderurgia e nella metallurgica, infine anche nella produzione di energia e nella telefonia, nelle utilities e nel nucleare, nel commercio e nella finanza, con un profilo alto di filantropia e responsabilità sociale.

Luigi Orlando, il padre di Salvatore, ebbe il merito di concentrare gli interessi della famiglia nella produzione di semilavorati di rame e sue leghe, fino a fare di Smi un colosso internazionale grazie anche ad una lunga serie di acquisizioni. Lo chiamavano il "re del rame".

Oggi la Kme ha 13 stabilimenti in tutto il mondo, due centri ricerca all’avanguardia e circa 6.700 dipendenti in 16 diversi paesi.

Salvatore, succeduto al padre nella presidenza di Smi e gravato da un’eredità pesante, tocca gestire un profilo più basso, dovuto anche alla crisi economica e al costo delle materie prime, che porta il fondo di private equity Intek spa ad entrare nel gruppo, che cambia nome da Smi a Kme. Agli Orlando era rimasta una quota azionaria di minoranza. Salvatore, laureato in Scienze politiche, resta però presidente di Kme. Fino all’improvvisa scomparsa di ieri.

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