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Una forma d’arte che ha già fatto proseliti

Una forma d’arte che ha già fatto proseliti

LUCCA. «Guarda questa foto. Sei tu, vero? Sei stato qui?» La pagina Facebook di Clet Abraham ha 14.915 “mi piace” ed è letteralmente tempestata di immagini scattate in giro dai fans che chiedono...

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LUCCA. «Guarda questa foto. Sei tu, vero? Sei stato qui?» La pagina Facebook di Clet Abraham ha 14.915 “mi piace” ed è letteralmente tempestata di immagini scattate in giro dai fans che chiedono conferma sulle sue installazioni scoperte qua e là in giro per l’Italia o in Europa.

Ce ne sono a migliaia, su Google, su Flickr, sui blog. È un gioco: lasciare una traccia, farsi trovare.

Nato a Quimper 45 anni fa, Clet ha studiato in Francia, all’Accademia di Belle Arti. Si è poi trasferito in Italia poco più che ventenne, stabilendosi a Roma, dove ha lavorato come falegname e ha studiato scultura e pittura ad olio per tre anni.

La sua ricerca artistica, divertente e ironica, ha prodotto incisioni, opere pittoriche (chi non ha mai visto il suo Battistero di San Giovanni trasformato in una moka?), sculture e installazioni. Spesso suscitando l’attenzione dell’opinione pubblica: a Firenze stava per nascere una sommossa di popolo, con tanto di raccolta firme e messaggi di sostegno all’autore, contro la rimozione dell’Uomo Comune: una scultura ribattezzata “omino bic” che era apparsa sul Ponte alle Grazie a gennaio di un anno fa.

La sua prima personale italiana è stata allestita nel Parco dei Renai, a Signa nel 2011, ma l’eclettico francese espone anche in Germania, Olanda, Francia e Stati Uniti. Clet ha uno studio nel quartiere di San Niccolò a Firenze: all’ingresso un tavolo colmo di fogli, una parete dove sono appuntati gli schizzi, altre in cui sono esposti i cartelli stradali modificati e, in una saletta attigua, alcune delle sue opere pittoriche.

La porta è sempre aperta. Si entra, si guarda e lui è spesso lì o, comunque, in zona. Facile da avvicinare. Turisti e ragazzini, talvolta ignari del personaggio, acquistano calamite e t-shirt: i gadget d’artista. Mentre sui social network dichiara ai suoi fans che si dedicherà di più alla scultura, dopo l’esperienza del nasone alla Torre di San Niccolò, sul Lungarno, c’è chi stana imitatori: qualcuno posta sulla sua pagina di Facebook un divieto d’accesso con le sagome di Batman e Robin. Clet risponde: «Non sono io». Ma è comunque una prova che l’artista francese ha fatto scuola e proseliti. Cosa distingue un autentico Clet da un’imitazione? Il vero non firma, non imbratta i cartelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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