Il Tirreno

Lucca

Strada pericolosa, negozianti in rivolta

di Luca Tronchetti
Strada pericolosa, negozianti in rivolta

Al ponte di Monte S. Quirico ancora un incidente con un’auto che sbanda, distrugge un muretto e trancia i tubi del gas

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LUCCA. Poteva essere una strage. Un’auto sbanda vicino al ponte di Monte S. Quirico, butta giù un muretto, divelge un palo, trancia i tubi del gas con il rischio di provocare un’esplosione. Se a quell’ora - erano le 22 - in quel tratto, come spesso avviene, fosse transitato un podista intento a fare footing o un anziano a passeggio non ci sarebbe stato scampo. Ma il suono delle sirene - ambulanze o pompieri poco importa - è purtroppo familiare in quel crocevia che s’interseca con via per S. Alessio e via per Camaiore dove i pedoni rischiano continuamente la vita e gli automobilisti si trovano davanti un puzzle e non sanno se devono dare o avere la precedenza. Commercianti e abitanti sono esasperati. Chiedono maggiori controlli. Vorrebbero vedere più spesso le divise della polizia municipale pronte a sanzionare camionisti e automobilisti che sfrecciano a 80-90 all’ora in un centro dove per evitare problemi non si dovrebbero superare i 30-40 chilometri orari.

Dissuasori. Simone Di Ricco, titolare della «Lavanderia Elios» sfiorata dalla macchina che ha sfondato il muro, chiede alla nuova amministrazione comunale la collocazione di dissuasori sul ponte: «Prima o poi ci scappa il morto. - dice il commerciante - Auto e tir viaggiano ad andature elevate senza che si veda una pattuglia dei vigili urbani pronta ad elevare contravvenzioni e multe salate. Ad attraversare la strada sulle strisce pedonali si rischia la vita. Chiedo, a nome degli altri negozianti, la sistemazioni di dossi per rallentare la velocità delle macchine».

Criticità. Con l’inaugurazione del nuovo ponte il traffico sarà ridotto, ma nel frattempo gli abitanti convivono tutti i giorni con il pericolo di essere travolti appena mettono i piedi fuori dalla porta. «Non si vede un vigile, specie di sera quando la velocità delle auto è decisamente superiore. - racconta Daniela Bartolini titolare de «Il Caffé di Daniela» - È una zona abbandonata che con un maggior impegno da parte degli enti pubblici potrebbe tornare viva e attiva. Ci sono una serie di esercizi pubblici che avrebbero bisogno di essere salvaguardati. Pensi che dal foro Boario la competenza è comunale, mentre per chi viene da S.Alessio o dalla via per Camaiore è della Provincia. E l’assurdo è che le strisce verticali sull’asfalto sono di competenza del Comune e quelle orizzontali della Provincia. E non accade mai che la segnaletica venga sistemata in contemporanea».

Jungla d’asfalto. Irene Natalini, titolare della tabaccheria sull’angolo, teme per l’incolumita sua e dei suoi clienti: «Chi attraversa la strada a piedi non sa se potrà arrivare sano e salvo dall’altra parte. Dossi pedonali, cartelli con il limite di 30 chilometri orari, maggiori controlli delle forze di polizia specie la sera, sarebbero gli unici deterrenti indispensabili per migliorare la situazione in questa zona. C’è poi il problema della precedenza all’incrocio. Non ci si capisce niente. È un rompicapo. Chi mette la freccia per S. Alessio, chi per la via di Camaiore, chi prova ad entrare nel centro abitato per raggiungere la chiesa. È un caos continuo. Per non parlare dell’assenza di posti auto. La speranza è che la nuova giunta di centrosinistra mette mano alla situazione in modo da decongestionare la zona e renderla più sicura. Noi attendiamo con fiducia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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