Finanza
Gli spezza il braccio per rapinarlo
Arrestato ex dipendente di una ditta d’informatica che aggredisce un bancario davanti alla gente
LUCCA. Aggredito da uno sconosciuto a volto scoperto davanti ad alcuni testimoni che non intervengono e che, all’arrivo dei carabinieri, non forniscono alcun aiuto per arrivare alla cattura del rapinatore. E meno male che il bancario - nonostante i cazzotti e i calci ricevuti e un braccio rotto (se la caverà in un mese) - riesce a prendere quasi per intero il numero di targa del malvivente che cercava di sottrargli la valigetta con all’interno qualche banconota e molti documenti. L’indicazione, unita al modello e al colore dell’auto, consente ai carabinieri del nucleo radiomobile d’individuare nel giro di poche ore l’autore della tentata rapina: Michele Rubino, 40 anni, origini calabresi, residente in via Finlandia a Pisa. Si tratta, stando all’accusa, di un ex dipendente di un’azienda informatica che da pochi mesi ha perduto il lavoro. Una persona già conosciuta alle forze dell’ordine. E i carabinieri impiegano diverse ore a convincere il presunto autore della rapina a costituirsi. Perché lo rintracciano nella sua abitazione, lo invitano ad uscire ricevendo inizialmente un netto rifiuto. Alla fine dopo una lunga ed estenuante trattativa condotta dal tenente Andrea Senes il disoccupato si è arreso. Accompagnato in caserma inizialmente ha negato ogni addebito, poi ha ammesso di aver avuto una colluttazione con il bancario, ma soltanto per motivi legati alla viabilità in conseguenza di un incidente stradale. Sottoposto a fermo di pg il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pisa ha convalidato l’arresto con l’accusa di tentata rapina. Adesso è detenuto nel carcere Don Bosco di Pisa.
I fatti. L’aggressione è avvenuta giovedì 9 agosto alle 19,30 in via di Vorno a Guamo all’uscita dall’ex Cassa di Risparmio di Lucca oggi Banca Popolare. Vittima un cinquantenne lucchese che lavora nell’istituto di credito. Rubino, stando all’accusa, ha atteso il bancario e con il volto travisato soltanto da un paio d’occhiali da sole si è scagliato contro l’impiegato che era appena uscito dalla banca con una valigetta in mano. Pugni, botte, calci. Una violenza inaudita davanti agli occhi di alcuni passanti che non sono intervenuti. Il bancario però, nonostante un braccio rotto nella colluttazione, non ha mollato la valigetta. Costringendo il malvivente ad allontanarsi a forte velocità bordo di un’auto. Nonostante fosse a terra dolorante e pieno di lividi l’uomo ha avuto la lucidità e la forza di prendere buona parte del numero di targa della macchina. Appena arrivata la pattuglia dei carabinieri ha indicato gli estremi e il modello della vettura. Era intestata a una persona che vive nel Sud Italia. Ma attraverso l’anagrafico i carabinieri hanno individuato un componente del nucleo familiare che vive a Pisa.
L’indagine. Sono in corso accertamenti per capire se l’arrestato abbia compiuto azioni simili altrove. Per gli inquirenti si tratta di un soggetto particolarmente aggressivo e capace d’improvvisi raptus.
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