Gioco
Scoperta una fornace alla Lorenzini
LUCCA. Si è tenuto presso la ex caserma Lorenzini un incontro di verifica, per valutare la consistenza delle sopravvivenze archeologiche relative alla fonderia per artiglierie dell’antica repubblica...
LUCCA. Si è tenuto presso la ex caserma Lorenzini un incontro di verifica, per valutare la consistenza delle sopravvivenze archeologiche relative alla fonderia per artiglierie dell’antica repubblica di Lucca. Erano presenti l’assessore alla cultura del Comune Patrizia Favati e gli scopritori del sito geometra Bruno Giannoni, presidente dell’Associazione Historica Lucense e il colonnello della Folgore Vittorio Lino Biondi. Ha preso parte al sopralluogo, in qualità di esperto di artiglierie storiche, anche l’archeologo Renato Gianni Ridella, giunto da Genova. Utilizzando una scala a pioli il gruppo ha raggiunto il primo piano dell’edificio sovrastante la porta carraia del complesso militare, ormai dismesso da alcuni decenni e passato al patrimonio comunale; i presenti si sono ritrovati in un sottotetto dove, in un angolo, spiccava la massiccia costruzione in laterizi riconosciuta e illustrata dal Giannoni, sulla base della cartografia cinque-seicentesca, come la fornace di fusione per il getto delle bocche da fuoco che andavano ad equipaggiare le nuove mura bastionate di Lucca.
Il dottor Ridella ha confermato l’identificazione, precisando che ci si trovava di fronte ad un grande forno a riverbero in grado di portare allo stato fuso anche le oltre tre tonnellate di bronzo necessarie alla produzione di una grossa colubrina. Favati ha prospettato l’inserimento di un primo progetto divulgativo sulla fonderia e sulla sua produzione all’interno delle iniziative per la celebrazione del cinquecentesimo della cinta bastionata, che si apriranno il prossimo anno.
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