Il Tirreno

Lucca

Donne e piccole imprese le prime vittime dell’usura

di Gianni Parrini
Donne e piccole imprese le prime vittime dell’usura

La crisi e le difficoltà di accesso al credito costringono a ricorrere agli strozzini Il centro di ascolto della Misericordia offre sostegno a chi non ha via d’uscita

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LUCCA. Sono donne divorziate, giovani alle prime armi nel mondo dell’imprenditoria o semplici padri di famiglia che dopo aver acquistato una seconda casa o un auto di grossa cilindrata si trovano in difficoltà con le rate da pagare. È così composto l’esercito delle vittime predilette dagli strozzini, quegli insospettabili personaggi presenti in ogni paese e pronti a prestar soldi a chiunque si trovi in difficoltà. I cosiddetti “amici di famiglia” sembrano persone perbene, salvo che poi sono chiedono indietro il prestito con un tasso di interesse del 10% al mese. E se non lo restituisci scattano minacce, intimidazioni e talvolta anche violenze.

Per le potenziali vittime dello strozzinaggio c’è una via di scampo. È rappresentata dai centri per la prevenzione dell’usura istituiti da una fondazione senese e riconosciuti dalla Regione. Gli sportelli sono attivati presso le sedi della misericordia. Due si trovano anche nel nostro territorio, precisamente a Lucca e a Barga. «Forniamo supporto a persone o piccole imprese che si trovano in difficoltà nei confronti di banche e altri creditori – spiega il responsabile Giuliano Belcari – Riorganizziamo i bilanci familiari e rinegoziamo prestiti e mutui cercando una soluzione che permetta di rimettersi a posto». Negli ultimi due anni non sono state poco le persone che si sono rivolte al centro di ascolto lucchese: 55 nel 2010 e 56 nel 2011. Solo una piccola parte delle pratiche aperte è stata poi declinata ma i finanziamenti erogati sono stati piuttosto ingenti: 210mila euro nel 2010 e più del doppio l’anno successivo (426mila), dato che evidenzia le crescenti difficoltà delle famiglie lucchesi.

«Le persone che si rivolgono allo sportello – spiega Belcari – da sole non hanno possibilità di ottenere un prestito bancario per la ristrutturazione del debito. Noi invece, possiamo aiutarli. Attraverso un fondo finanziato dallo Stato, dalla Regione e dal Monte dei paschi, garantiamo le operazioni che le banche convenzionate con noi sono disposte ad accollarsi in casi di questo genere. Qualora dovesse venir meno la capacità di rimborso del soggetto, la fondazione si impegna a coprire il 50% dell'importo dovuto e questo facilita la concessione dei prestiti. Ma con la crisi anche noi abbiamo sempre più risposte negative dalle banche».

Prima di rivolgersi agli sportelli del centro le persone in difficoltà devono fare i conti con un altro insidioso nemico: la vergogna. «Arriva gente dalla Garfagnana o da Viareggio – racconta Belcari – Dicono che è più comodo venire a Lucca ma è evidente che hanno un po’ di imbarazzo a presentarsi allo sportello del paese in cui vivono. Spesso ci sono padri di famiglia che vogliono salvare la casa o donne divorziate che devono fronteggiare i debiti lasciati dall'ex marito con una banca o con una finanziaria, che magari ha prestato soldi in maniera piuttosto allegra».

«Altre volte – spiega Evelina Salotti, che assieme a Luigi Moscardini si occupa del centro prevenzione usura di Barga – Sono giovani che hanno da poco un’attività e magari non sono seguiti da un commercialista. In breve si ritrovano ad avere problemi col Fisco e diverse cartelle esattoriali da pagare. Com’è il primo impatto? Gli chiediamo di raccontarci la loro storia e poi gli spieghiamo come possiamo intervenire. Il solo parlare dei loro problemi gli dà sollievo. Ricordo un giovane rappresentante di generi alimentari: aveva problemi con Equitalia ed era piuttosto scombussolato. Alla fine del primo colloquio se ne andò dicendo: «Mi sento già meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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